Le mura magistrali sono della città

 Accordo tra Demanio dello Stato, Sovrintendenza ai Beni ambientali e Comune: il governo italiano, nei prossimi mesi, dismette caserme ed edifici militari. A Verona nove chilometri di mura, un unicum ineguagliato in Europa, raccontano 2000 anni di storia della città: romana, teodoriciana, comunale, scaligera, viscontea, veneziana, austriaca, italiana. Sono 46 le caserme e i forti austriaci: Santa Caterina, John-Montorio, Lugagnano, San Leonardo, San Mattia, Sofia; una parte di Castelvecchio, la vasca natatoria dell’Arsenale e la Torricella Massimiliana, in collina.
Verona ha un patrimonio di mura, spazi sotterranei, sistemi difensivi di enorme valore storico e di grande complessità e bellezza: un bene ineguagliabile e sconosciuto.
Sindaco Tosi: “Traguardo storico: valorizzeremo un patrimonio inestimabile: promuoverà il turismo e beneficerà i Veronesi”.
– Domanda: siamo capaci di tenerci caro e di valorizzare questo patrimonio?
Preoccupa l’allarme di Legambiente (marzo 2013) sullo stato di degrado delle antiche fortificazioni, in particolare in collina. Mura, torri e forti sono a rischio crolli, aggrediti e nascosti da radici e arbusti. L’acqua piovana li penetra e li erode. Abbondano discariche abusive, nascoste da folta vegetazione spontanea. Graffiti spray imbrattano ovunque. E’ reale il pericolo di perdere per sempre questo bene comune, dichiarato “patrimonio dell’umanità”; un patrimonio che è la cintura verde di Verona.

In Alto San Nazaro, a Veronetta, il costone di tufo che sorregge le mura di Cangrande dalla parte del vallo è gravemente eroso. E’ da tener d’occhio Castel San Felice,‘la Pompei veronese’. L’eccezionale città fortificata difficilmente potrebbe essere più maltrattata. Ma le casse pubbliche piangono e i beni monumentali sono in fondo alla lista delle priorità”.
– Passo importante. Forte Sofia, in Valdonega, gioiello di architettura militare austriaca, costruito nel 1838 su volontà del feld-maresciallo Radetzky, da oltre 10 anni in abbandono, viene affidato all’associazione di volontariato “Aps Forte Sofia”, guidata da Laura Ferro. Può partire il cammino di riqualificazione e consolidamento statico per curare la struttura e monitorarne la stabilità. Primo obiettivo: liberare il forte dalla vegetazione. Poi: studiare un piano di restauro e riqualificazione, con associazioni, ditte e imprenditori, a partire da Legambiente. Servono fondi.
– Apripista è forte Santa Caterina, costruito tra il 1850 e il 1852 al Pestrino. 92.000 mq. Il Comune di Verona dovrà tenerlo in ordine e ricavare spazi per associazioni culturali e sportive, aperti alla città. Parte dell’area si può affidare a una cooperativa agricola. L’immobile è ridotto a ruderi. L’obiettivo è recuperare le strutture murarie. Il Comune curerà l’apertura e la chiusura al pubblico; la pulizia, lo sfalcio e il diserbo. Interventi che costano. Milioni stanziati: 1,2. Sono necessari accordi con associazioni o privati.

Nota di Tito Brunelli.

Per un periodo della mia vita sono stato di casa a Peschiera del Garda. Ho potuto seguire parte dell’impegno di quel Comune per ottenere un finanziamento europeo per il recupero del patrimonio monumentale locale, di grande valore storico. Il finanziamento europeo è arrivato e oggi le opere murarie di quel territorio sono all’ammirazione di chi frequenta Peschiera.
Il patrimonio monumentale di Verona è di valore di gran lunga superiore a quello di Peschiera. Perché Verona non ottiene aiuti o dall’Unione Europea o da altre istituzioni o enti, pubblici o privati? L’Amministrazione li ha chiesti? Si sta dando da fare?

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