Il futuro di Verona

Il Comune di Verona continua le strategie del passato: diffuse colate di cemento armato e consumo del territorio, al fine di recuperare soldi e di creare lavoro. E’ modello di sviluppo che mostra i suoi limiti e favorisce perdita di territorio e degrado ambientale. Non può continuare così. Il ruolo delle Amministrazioni comunali è sempre meno erogare servizi (in parte demandati a società partecipate esterne) e sempre più governo del territorio nella prospettiva di individuare sviluppi futuri rispetto ai problemi nuovi, come la riqualificazione urbanistica e la gestione dell’immigrazione.

La crisi in atto e l’inadeguata politica industriale e di servizio locale mettono a nudo i nostri punti deboli e l’insostenibilità del modello di sviluppo dominante, abbandonato alle logiche di mercato. Non disponiamo poi di conoscenze, professionalità e competenze per un salto di qualità in termini di innovazione e di competitività. Pare che il competere dipenda dalla svalutazione del lavoro. Non si può poi sopportare una strategia sindacale difensiva, poco combattiva, sempre più accomodante, per cui i lavoratori si sentono abbandonati, rassegnati e avviliti. 

Nel quadro in trasformazione, il Comune di Verona ha potenzialità importanti: aziende partecipate e controllate (AGSM, AMIA, ATV, AGEC, Acque Veronesi), che con Consorzio ZAI, Quadrante Europa, Verona Mercato, aeroporto, Fiera, Università, Fondazione Arena, Estate Teatrale, turismo, sistema alberghiero, … costituiscono una leva formidabile per rilanciare economia e occupazione. Occorre (cosa mai accaduta negli ultimi decenni) che i ricavi dei servizi (luce, gas, acqua, …) vadano utilizzati per investimenti innovativi, non per rimpinguare le casse comunali e coprire i buchi del bilancio. Guai, poi, che le aziende partecipate diventino luogo privilegiato del potere clientelare.

Occorre rilanciare la programmazione e l’intervento pubblico nell’individuazione delle finalità di governo e di gestione territoriale; nel definire gli strumenti di pianificazione urbana, di regolazione dell’ambiente, di gestione delle società di servizio locali, di valorizzazione del lavoro quale difesa e fondamento della democrazia e della promozione delle persone a cittadini.

Diventa decisiva l’area metropolitana di Verona che, nei fatti, esiste già, costruita dai flussi di merci e persone; dall’evoluzione di insediamenti, residenze e imprese, che va assunta come orizzonte di riferimento del governo locale e punto di partenza per gli sviluppi futuri.

Una cultura di governo richiede una capacità di visione del futuro, di coinvolgere e mobilitare tutti i soggetti interessati, proponendo obiettivi intermedi per realizzare la visione. Una leadership con una cultura di governo propone ai cittadini una visione di futuro.

Ne saremo capaci?

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Archiviato in Situazione economica 2013

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