Fermare il declino di Verona: tutti insieme

In questi giorni due veronesi di pregio mi hanno detto parole che dico da anni:  “L’Amministrazione Tosi è la peggiore tra quelle che hanno governato Verona negli ultimi decenni: ha fatto quasi nulla. Nell’ultimo periodo, poi, Flavio Tosi fa il Sindaco di Verona a tempo perso: la sua mente è altrove. Si crede un leader nazionale, insostituibile per sollevare l’Italia in crisi”. E’ stato un dispiacere: vorrei che della mia città e dei suoi governanti si parlasse bene, perché operano bene. Purtroppo però queste persone dicono quella che anche a me pare la verità: lo dico da più di 5 anni, da quando ho verificato che il Flavio Tosi che ho conosciuto non è cambiato una volta eletto Sindaco. Resta un solista, che vede solo se stesso; che accetta gli altri se gli si sottomettono; che elimina i concorrenti; che vuole arrivare ai vertici della politica a Verona, in Veneto e in Italia.

Colpisce e dispiace, in questa situazione, il silenzio di imprenditori, professionisti, commercianti, artigiani, persone di cultura, associazionismo cattolico e di varia provenienza, categorie. Fingono  di non accorgersi del declino di Verona e dell’assenza della politica. Contro l’evidenza, continuano a dire che siamo fortunati ad avere questo Sindaco. Zitti perché?

E’ difficile negare il declino quando l’aeroporto Catullo è in rosso da anni; la Fiera è in difesa; il Consorzio ZAI non attrae imprese; l’autostrada Serenissima passa in mano privata; la Fondazione Arena è in costante calo di spettatori; l’Amministrazione vende i suoi tesori: fatto non negativo in sé; negativo però se si vende per coprire i debiti del Comune e non si aprono nuove strade di sviluppo. Emblematico esempio negativo è la vendita delle quote della Fiera: è condivisibile ridurre la presenza del Comune nella Società, ma si è persa l’occasione di aprire le porte a industriali capaci di portare capitali e idee e di dare una svolta al percorso della Fiera. Altra occasione persa: l’incapacità di coinvolgere le province limitrofe in un’area metropolitana capace di allargare il campo di riferimento per Verona. Per di più, per piccoli obiettivi di risanamento del bilancio comunale, si è prodotta una grave frattura in Camera di Commercio. L’Amministrazione comunale ha salvato il suo bilancio e gli altri, Fiera compresa, si arrangino.

Questo è il momento che la Politica svolga il suo ruolo di indicare priorità condivise, di mettere insieme, di proporre scelte sollecitando tutti a guardare oltre. A Verona non succede. Eppure o la Politica e le categorie economiche, culturali e sociali, insieme, prendono l’iniziativa o scivoliamo ai margini, lentamente ma inesorabilmente. Un disegno comune è indispensabile per costruire strategie per lo sviluppo del territorio veronese e metropolitano. Ne vogliamo parlare?

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Archiviato in Situazione economica 2013

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