Archivi del mese: aprile 2013

Lega Nord: spaccatura a San Bonifacio

da “Un viaggio nella Lega Nord” (25)

Il fallimento della Lega Nord nei Comuni del veronese. Non solo Bovolone, Nogara, Legnago, Bussolengo, Zimella, Oppeano, Sommacampagna, ATV, Arcole, Albaredo, ma anche San Bonifacio.

Sindaco è il PdL Antonio Casu. La Lega è in maggioranza.

Gennaio 2011. Lega spaccata per problemi interni. Esponenti del Carroccio disertano riunioni di Giunta e di Consiglio. La maggioranza cerca di rimettere insieme i pezzi, per poter governare.

In Consiglio comunale tre leghisti su quattro votano con le opposizioni chiedendo una relazionare sullo stato ambientale di un’area vicino alla Agrifor, azienda di trattamento rifiuti, alla base delle turbolenze in maggioranza per la decisione del Sindaco di dare parere favorevole al proseguimento dell’autorizzazione provinciale. I leghisti chiedono una verifica di maggioranza. I problemi emersi mettono in pericolo il percorso del Carroccio e il gruppo leghista è in rotta con il Sindaco.  Continua a leggere

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Lega Nord: espulsioni ad Albaredo d’Adige

da “Un viaggio nella Lega Nord” (24)

“E’ vero che la Lega Nord si qualifica per il buon governo nei Comuni, per  cui è in grado di superare le gravi difficoltà degli ultimi anni? No. Nel veronese è vero il contrario. Già abbiamo documentato i fallimenti gravi delle Amministrazioni guidate dalla Lega Nord a Bovolone, Nogara, Legnago, Bussolengo, Zimella, Oppeano, Sommacampagna e Azienda Trasporti Verona, Arcole”.
Continuiamo con altri Comuni.

Albaredo d’Adige

Ad Albaredo d’Adige governa il sindaco leghista Paolo Silvio Menegazzi.

Settembre 2009. L’Amministrazione caccia Stefano Mattiolo, ex assessore al Sociale della Giunta e la Lega Nord lo espelle. E’ regolamento dei conti da parte del Sindaco contro il collega di lista reo di essersi ribellato ai suoi diktat.

Mattiolo non fa ricorso al Consiglio nazionale per il reintegro e denuncia il decadimento della Lega Nord “demagogica e insofferente al dibattito interno: è grave che si ricorra con facilità a espulsioni per delitti di lesa maestà. In Lega Nord l’aria è pregna di autoesaltazione e di qualunquismo”.

Il segretario provinciale Matteo Bragantini conferma l’espulsione: “Ha messo in difficoltà il movimento, votando in Consiglio contro il Sindaco del suo partito ed evitando di conformarsi alle indicazioni della sezione locale”.  Continua a leggere

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Amministrazione del quasi nulla fare

Per non dimenticare

1) Chi è in grado di farlo dica un’idea innovativa, una proposta originale, un progetto lanciato dall’Amministrazione Tosi.

2) Elenco di cinque opere dell’Amministrazione Tosi, con un minimo di rilevanza cittadina:

  • area verde di Borgo Roma, davanti all’ospedale,
  • cura dell’area verde “Offeddu” in Borgo Venezia,
  • piazza Pradaval,
  • piazza Vittorio Veneto,
  • pedonalizzazione di via Stella.

Che altro ha fatto l’Amministrazione Tosi? Continua a leggere

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Sono tanti i settori dell’Amministrazione in cui i conti non tornano

Per non dimenticare

2009. AGEC, per il quinquennio, prevede bilanci da profondo rosso per pagare il mutuo di 40 milioni per l’acquisto delle 13 farmacie comunali. Impossibili nuovi investimenti. I poveri si arrangino. L’Amministrazione Tosi espropria AGEC del suo compito istituzionale: fare case per chi vive tra le difficoltà. 

Estate 2010. Consigliere Uboldi: “Il Sindaco apprezza la riqualificazione di Porta Nuova e del piazzale antistante. Il progetto è dell’Amministrazione Zanotto. Nel 2002 Tosi fece ostruzionismo. Si ripete la scorrettezza: Tosi reclamizza come propri i progetti del Centro Sinistra che egli ha fatto di tutto per affossare”. Cosi va la politica!

2009. L’Amministrazione Tosi annuncia, quasi come una liberazione, la chiusura del Parco Scientifico e Tecnologico, avviato nel 2001 per favorire l’innovazione e lo sviluppo della ricerca al servizio delle aziende veronesi, in collaborazione con l’Università e con gli imprenditori locali. Motivo: non spendere soldi per un carrozzone in perdita, che non ha dato l’impulso sperato.

Recentemente si è tornati a parlare del Parco. Continua a leggere

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E’ cosa buona vendere i gioielli di famiglia? Per Tosi e soci sì.

Per non dimenticare

E’ cosa buona vendere i gioielli di famiglia? Per Tosi e soci sì.

Cosa avrà la città in cambio?

18 aprile 2008. Il Consiglio comunale approva il cambio di destinazione d’uso dei palazzi Forti, Pompei (Museo di Storia Naturale – di Sammicheli) e Gobetti e dell’ex monastero di San Domenico (oggi sede dei Vigili urbani). L’Amministrazione intende venderli.

Con la vendita di palazzo Forti si calpesta la memoria del donatore; si spoglia la comunità di un patrimonio che le appartiene. Il testamento di Forti, del 1935, designa come erede il Comune e prevede che palazzo Forti vada alla città per ricavarne:

  • al I° piano, una Galleria di Arte Moderna, con riguardo alla “decorazione originale” e a che “non siano levati dal posto attuale i quadri, la consolle, il grande candelabro”;
  • al piano terra l’attività dell’Accademia di Belle Arti Cignaroli”. 

L’Amministrazione Tosi fa il contrario: vende palazzo Forti? Per che cosa?

E’ vincolante o no la volontà testamentaria del Forti? Si giustifica l’Amministrazione: “I soldi saranno utilizzati per fini culturali e sociali. Le rendite saranno rimpiazzate da altrettanti immobili da vincolare al patrimonio Forti. Le Amministrazioni devono generare risorse. La Galleria d’Arte Moderna andrà in un immobile di prestigio: l’Arsenale”. Così si promise nel 2008. Continua a leggere

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Vale la pena continuare a impegnarsi in politica?

 (seconda parte) 

L’obiezione è subito pronta: “Quanto scrivi è serio e descrive la situazione. Occorre però costruire: cosa proponi di alternativo?”. Riconosco il mio limite: non ho una soluzione immediata. Mi preme che sia chiaro in noi che occorrono garanzie per ritenere che “i nuovi” siano in grado di ridare dignità alla politica. Dobbiamo essere consapevoli della necessità di scuole di politica: può trattarsi dell’esperienza concreta di amministrare un Comune o di gestire un partito, oppure di una scuola tradizionale, con lezioni e dibattiti, in contatto con la realtà della gestione amministrativa. Meglio se queste due strade sono percorse contemporaneamente.

Nelle recenti campagne elettorali alle quali ho partecipato in prima persona (regionali 2010 – comunali 2012 – politiche 2013) ho verificato un dato che precedentemente non mi pareva diffuso nell’ambiente che maggiormente conosco, quello dei cattolici impegnati o ex impegnati: molti di loro hanno rinunciato a battersi per una politica a misura d’uomo; peggio: molti di loro non votano più. Continua a leggere

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Vale la pena continuare a impegnarsi in politica?

A questa domanda, il 90% delle persone che conosco risponde senza esitazione: “No. Non hai avuto sufficienti prove per decidere di mollare questo ambiente mafioso e dedicarti ad altro, alla famiglia, in particolare ai nipotini? Nelle scorse elezioni ti sei candidato sei volte. Le preferenze che ricevi diminuiscono. Dopo il 2002 sei sempre stato sconfitto. E’ tempo che ti ritiri e che lasci spazio ad altri, a giovani entusiasti”.

Altri la pensano diversamente: “Ad ogni elezione aspettiamo da te una lettera, una telefonata, una mail: ci spieghi la situazione e ci indichi quale lista votare e, quando è possibile, a chi dare la preferenza. Se il tuo messaggio non arriva ci sentiamo smarriti. Chi votiamo? Nessuno poi ha fatto quello che hai fatto tu, come assessore, a favore di famiglie, anziani, bambini, adolescenti, disabili, immigrati, … Non mollare. Non ascoltare chi ti critica: siamo con te”.  Continua a leggere

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