Politiche 2013: tre obiettivi (5)

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In vista delle elezioni politiche del 24-25 febbraio ci battiamo per tre obiettivi: 

Mario Monti Presidente del Consiglio

Stefano Valdegamberi alla Camera dei deputati

Tito Brunelli consigliere della Regione Veneto al posto di Valdegamberi

5) Riforme istituzionali. Taglio dei costi della politica. Abbattimento dei privilegi. Aggiornamento della Costituzione. Lotta ai gruppi di potere. Abolizione delle Province. Riduzione dei Parlamentari. Riforma della legge elettorale. Nuova funzione del Senato della Repubblica. Da molti anni sentiamo parlare di questi e altri temi come di riforme essenziali per una convivenza equilibrata e giusta. Le legislature del recente passato, guidate dal Centro Destra e dal Centro Sinistra, non sono state in grado di prendere decisioni in materia. In questa campagna elettorale tutti i partiti tornano a promettere la realizzazione delle riforme istituzionali, pena il blocco del funzionamento dello Stato. Ciò che è avvenuto in passato però ci fa dubitare e i dubbi sono giustificati, anche se la spinta sociale oggi è molto forte e i Grillini hanno fatto i primi passi concreti. L’Agenda Monti propone programmi nella giusta direzione. L’aspettativa e la speranza hanno un fondamento.

6) Novità fondamentale (risolutiva se si saprà andare avanti nella direzione indicata) è la ricerca da parte di Mario Monti di alleanze e adesioni in base a una “Agenda”, cioè a un insieme di proposte politiche che sono la spina dorsale del futuro governo. Novità grande. Tragitto difficile, che implica la partecipazione di tutti.

Centro Destra e Centro Sinistra da anni sono alla ricerca di alleati. Decidere quali alleanze privilegiare sfianca il dibattito. All’interno dello stesso partito, c’è chi spinge in una direzione e chi nell’altra. La storia dei governi Berlusconi e Prodi ci dice che una volta concretizzata l’alleanza, visto che non è chiaro su che cosa essa si basi, questa tende a sfaldarsi; appena si arriva al governo si comincia a litigare, non ci si ritrova più. Significativo è che oggi le persone che Berlusconi ritiene le peggiori del mondo sono quelle che gli erano più vicine e con le quali si presentava al popolo italiano: Fini e Casini. Potremmo citare decine di persone che negli scorsi anni sono state nel cuore di Berlusconi e che, dopo un po’ di tempo, sono sparite. Lo stesso discorso vale per il Centro Sinistra: le alleanze realizzate e strombazzate sono finite in una lotta interna totale, a tal punto che i due governi Prodi sono crollati per i contrasti interni allo schieramento. C’è da temere che il raggruppamento che vincerà le elezioni possa fare la stessa fine.

Mario Monti cerca una strada nuova. Presenta il programma e se stesso come garante della sua realizzazione nei cinque anni e dice: “Partiti, movimenti, gruppi sociali e singole persone: chi si ritrovano nel progetto si faccia avanti. Insieme completiamo e realizziamo il programma”.

La novità ci fa intravedere il modo giusto di fare politica, come ricerca condivisa del massimo bene del nostro popolo nel contesto europeo e internazionale.

Tito Brunelli

(continua)

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