Archivi del mese: gennaio 2013

Scricchiolii. Basta cliniche in città. Case su case. Per chi?

La clinica “Città di Verona” di lungadige Campagnola si è spostata nella nuova sede di via Anselmi, a San Massimo. Al suo posto, in centro città, sorge una palazzina di 4 piani più un sottotetto abitato: 28 appartamenti e tre blocchi di locali per uffici al piano terra. Altezza: metri 15,30. Saranno tre i piani interrati per garage e cantine: al terzo piano interrato 51 autorimesse; al secondo 53; al primo 51. Saranno ridisegnati gli spazi esterni. Questo complesso di abitazioni “non avrà un particolare impatto sulla zona. Quello delle automobili sarà molto attenuato: si prevedono oltre 150 garage interrati”. Parola dell’allora assessore all’Edilizia privata Montagna. Continua a leggere
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Scricchiolii. Tendoni e corsa al nascondino sulle Torricelle

L’area delle colline di Verona fa gola a molti. Però è tutta sotto vincolo paesaggistico.
Nel 2009 sulle Torricelle sono state rilevate nove violazioni paesaggistiche, sei abusi edilizi, due violazioni sulla sicurezza del lavoro. Dieci persone sono state denunciate per non essersi adeguate al Piano di Assetto del Territorio (PAT), che vieta la costruzione di qualsivoglia manufatto edile.
Ottobre 2010. Sequestro di un cantiere in via Benini – località Valscura di Avesa. Il proprietario aveva chiesto di sistemare una serra, Una volta autorizzato ha avviato la costruzione di tre villette con piano mansardato. I Vigili urbani verificano che i lavori snaturano la serra e predispongono l’immobile ad unità abitativa. Il sequestro viene convalidato e vengono denunciati il progettista, il direttore dei lavori e l’azienda titolare dell’immobile.
Le indagini continuano per verificare la presenza di altre situazioni irregolari sulle nostre colline.
Il sindaco Tosi: “Sono speculazioni edilizie belle e buone”. Continua a leggere

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Scricchiolii. Cosa succede al Monsel, sopra Quinzano?

Qualcuno ricorda “Borgo degli ulivi”? Doveva essere un grande residence in località Monsel, a nord di Quinzano: 19.000 mc per una sessantina di abitazioni. “Un lussuoso complesso residenziale, caratterizzato dalle più moderne tecniche costruttive”. Le palazzine al grezzo sono quasi finite.

Aprile 2012. Da un anno e mezzo non si vedono operai al lavoro né mezzi in movimento. Niente. Il cantiere, incompiuto, è in stato di abbandono, avvolto da transenne e reti, con una gru montata e qualche impalcatura. E’ sparito il cartello con i nomi dei responsabili dei lavori. E’ tra noi un villaggio fantasma, vuoto a tempo indeterminato, che si staglia grigio contro la collina, con finestre nere e porte prive di infissi. Non un nome, un recapito cui rivolgersi. Continua a leggere

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Scricchiolii. Valpantena sfregiata

Estate 2009. Lavori in corso sulle colline di Sezano di Valpantena.

Dopo qualche settimana i lavori vengono interrotti.

Febbraio 2012: si rivedono ruspe ed escavatori. I lavori si allargano a un altro versante dei colli.

Nessuno ha spiegato quali siano gli obiettivi.

Si vede un cratere alla base del monte Cucco, che cambia profilo per gli squarci perpendicolari nella parete. Parte del bosco viene spazzata via. Alzando gli occhi si vedono i gradoni scoscesi, i tagli bianchi nella roccia e la terra bruna con pali di cemento: probabilmente un vigneto. Molti abitanti vivono questi eventi come minaccia. Continua a leggere

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Scricchiolii. Chi salvaguarda il territorio a Santa Maria in Stelle, in Valpantena?

Disagi anche a Santa Maria in Stelle, sede del Pantheon: sito archeologico e testimonianza paleocristiana. Anche in giorni normali l’acqua scorre sotto il manto stradale e i marciapiedi sono coperti di muschio. Quando piove le cantine si riempiono; la strada si allaga; l’asfalto si crepa; si formano buche e crateri; via del Pantheon diventa acquitrino, che permane anche nelle belle giornate di sole; i tombini, pieni di ghiaia e detriti, non favoriscono il flusso dell’acqua e si trasformano in fontane perenni, da cui esce acqua gorgogliante che scorre sull’asfalto come sul letto di un fiume, per lunghi tratti.

I residenti, per voce di Paolo Tussini: “Prima succedeva solo con le grandi piogge; ora è così tutti i giorni. Noi abbiamo un’enorme pozzanghera davanti al cancello; dobbiamo passarla per entrare in casa”. Marta Fisher, del comitato Civivi: “E’ continuo rimpallo di responsabilità tra Comune, Genio Civile, Acque Veronesi, AMIA. Nessuno interviene. Non servono interventi localizzati; serve una soluzione definitiva”. Mancano tubature di raccolta. Non serve chiudere una buca; alle prossime piogge se ne formerà un’altra. Continua a leggere

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Scricchiolii. Chi salvaguarda il territorio a Sezano di Valpantena?

Ogni anno ormai, nel periodo delle piogge, succedono allagamenti, frane e smottamenti, con il seguito di morti e distruzioni. Lo vediamo in televisione. Ci sembrano eventi lontani.

Ci chiediamo: possono succedere fatti del genere a Verona? I più rispondono ‘no’. Ma è vero?

Ci limitiamo alla Valpantena e a Borgo Venezia.

Una decina d’anni fa, in più occasioni sono stato invitato a Sezano, piccola frazione ai piedi della montagna, in giorni di normale pioggia. Sono tornato alcune volte.

Impressiona vedere una delle strade principali, ai cui lati ci sono antiche mura, che diventa torrente. Impressiona ancora di più vedere i tombini saltare in aria, spinti dall’acqua che sorge dalla terra. Impressiona sentire quanto affermano i residenti: qualche decennio fa questi fatti non succedevano: le prognelle, piccoli torrenti naturali costruiti dall’acqua stessa, raccoglievano le acque piovane e le portavano verso il progno che scorre a valle. Continua a leggere

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Chi ha portato l’Italia alla rovina, oggi e 20 anni fa, si propone come salvatore

E’ luogo comune scaricare le colpe su chi ha qualche merito e prendersi i meriti quando si hanno responsabilità politiche, anche gravi. Per anni la “nuova” classe politica italiana si e’ scagliata contro la “Prima Repubblica”, rea di aver creato il debito pubblico e di aver portato alla rovina il Paese. Falso. Se si guardano i dati, si scopre che la rovina viene dalla “Seconda Repubblica”, nata sulle ceneri della prima con l’intento dichiarato di rimettere a posto le cose ed i conti dello Stato. Nel 1992, alla fine di 40 anni di governi democristiani che hanno portato l’Italia dalla deflagrazione globale della seconda guerra mondiale ad essere l’ottava potenza del pianeta, il debito pubblico ammontava (valori attuali) a 700 miliardi di euro. Allora c’era un patrimonio pubblico di aziende a partecipazione statale (Ferrovie, Enel, Sip, Poste, etc), valutato in 400 miliardi di euro, che, si diceva, sarebbe servito ad abbattere il debito sovrano. Continua a leggere

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