Scricchiolii. Valpantena sfregiata

Estate 2009. Lavori in corso sulle colline di Sezano di Valpantena.

Dopo qualche settimana i lavori vengono interrotti.

Febbraio 2012: si rivedono ruspe ed escavatori. I lavori si allargano a un altro versante dei colli.

Nessuno ha spiegato quali siano gli obiettivi.

Si vede un cratere alla base del monte Cucco, che cambia profilo per gli squarci perpendicolari nella parete. Parte del bosco viene spazzata via. Alzando gli occhi si vedono i gradoni scoscesi, i tagli bianchi nella roccia e la terra bruna con pali di cemento: probabilmente un vigneto. Molti abitanti vivono questi eventi come minaccia.

Si lavori per recuperare terreno alle viti e, si dice, per una nuova cantina. Altri parlano di una cisterna per la raccolta delle acque. Nel caso si pensi a una cantina, c’è una strada di accesso a parte il vajo? Non si può asfaltarlo perché funge da canale di scolo delle acque piovane.

Una cinquantina di persone manda una lettera al sindaco Tosi: “La bellezza di questa vallata viene sfregiata: ciò che la natura ha realizzato nel tempo l’uomo distrugge in pochi mesi”.

Non è solo questione di tutela dell’ambiente e del territorio. Conosciamo i guai meteorologici di quel territorio. Da quando sono stati avviati i lavori, la situazione è peggiorata: basta una pioggia intensa, un acquazzone più forte del normale per portare a valle fango e grossi massi. Il monastero, dopo 11 secoli, teme le brutture, ma soprattutto di essere travolto.

Padre Silvano Nicoletto, responsabile dell’antico monastero benedettino di Sezano: “La Valpantena con le sue peculiarità ambientali è bene inestimabile della nostra città. Venite in via Sezano, ai piedi della collina e vedrete che cosa arriva al termine della pioggia. Non è stato realizzato un impianto per il contenimento delle acque oppure non funziona. Nessuno pensa a ricostruire i nostri prati”.

Nota di Tito Brunelli. Mentre scrivevo questo articolo, i residenti hanno ripreso le proteste.

Ciò che mi impressiona di più dei fatti in questione (anche se, per il vero, da quando governa il sindaco Tosi non mi impressiona più nulla: pare sempre che di danni ne abbia fatti abbastanza, ma ne emergono sempre di nuovi e peggiori) è che si continui a considerare il nostro Sindaco persona vicina ai cittadini, attenta alle loro esigenze. E’ vero il contrario. Ai circa 200 abitanti di Sezano il Sindaco non si è nemmeno sognato di dire ai residenti che il loro territorio viene deturpato. Nessuno sapeva nulla. E il Sindaco si comporta in questo modo da quando è Sindaco e anche prima.

Ciò che conta (è il principio base del Piano degli Interventi, cioè della cementificazione di Verona) è che entrino soldi nelle casse del Comune.

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