Chi ha portato l’Italia alla rovina, oggi e 20 anni fa, si propone come salvatore

E’ luogo comune scaricare le colpe su chi ha qualche merito e prendersi i meriti quando si hanno responsabilità politiche, anche gravi. Per anni la “nuova” classe politica italiana si e’ scagliata contro la “Prima Repubblica”, rea di aver creato il debito pubblico e di aver portato alla rovina il Paese. Falso. Se si guardano i dati, si scopre che la rovina viene dalla “Seconda Repubblica”, nata sulle ceneri della prima con l’intento dichiarato di rimettere a posto le cose ed i conti dello Stato. Nel 1992, alla fine di 40 anni di governi democristiani che hanno portato l’Italia dalla deflagrazione globale della seconda guerra mondiale ad essere l’ottava potenza del pianeta, il debito pubblico ammontava (valori attuali) a 700 miliardi di euro. Allora c’era un patrimonio pubblico di aziende a partecipazione statale (Ferrovie, Enel, Sip, Poste, etc), valutato in 400 miliardi di euro, che, si diceva, sarebbe servito ad abbattere il debito sovrano. Oggi, a distanza di 20 anni, il debito pubblico è arrivato a 2000 miliardi di euro e il patrimonio è stato in buona parte dilapidato. Questi dati fanno capire i danni che ha fatto al nostro Paese la politica dei dispensatori di bugie e dei venditori di sogni, che, dopo aver abbandonato la Nave Italia alla deriva, ora hanno il coraggio di attaccare chi cerca disperatamente di portarla in acque tranquille. Gli italiani, ingannati per 20 anni dal marketing politico, rischiano un ulteriore inganno, scambiando colpevoli e salvatori. C’è da preoccuparsi.

Stefano Valdegamberi

Presidente gruppo UDC – Regione Veneto

Nota di Tito Brunelli. Oggi sono più i riconoscimenti che le critiche sui 35 anni del governo democristiano. L’aumento colpevole del debito pubblico avviene negli anni Ottanta, dominati politicamente dalla figura del Presidente del Consiglio Craxi. Gli anni successivi, in particolare con i governi Berlusconi, i conto sono peggiorati. Nei 35 anni di governo democristiano, noi Italiani abbiamo vissuto il tempo dell’entusiasmo, della conquista dei diritti civili (scuola, sanità, trasporti, …), dell’economia in crescita vertiginosa, del benessere diffuso. Gli anni 80 sono stati anche quelli della corruzione e del disfacimento del rapporto di fiducia tra cittadini e famiglie e istituzioni. La nuova classe dirigente, se sarà nuova, dovrà partire dall’onestà e dalla competenza di chi governa. E’ l’augurio che ci facciamo. E’ l’impegno che ci assumiamo. Le prossime elezioni politiche sono il banco di prova del nostro popolo.

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