Scricchiolii. Quanto è cattolico il comportamento di Cattolica Assicurazioni?

Un anno e mezzo fa, durante l’Assemblea dei soci di Cattolica Assicurazioni (io sono uno di loro), il sindaco Tosi intervenne non per un semplice saluto, ma per invitare a votare uno dei candidati alla presidenza (lo stesso da me sostenuto). Pensavo che la posizione del Primo Cittadino fosse presa per il bene della città. Nelle retrovie qualcuno a lui vicino mi bisbigliò di un patto tra il sindaco Tosi e la Presidenza in pectore: prevedeva contropartite e favori personali, tra i quali la nomina della sorella del Sindaco nel CdA di una importante partecipata e l’inserimento nel Consiglio di Amministrazione di Cattolica dell’avv. Maccagnani, dominus del Sindaco nella finanza scaligera. Non badai alle voci. Pensavo che fossero provocazioni. Mai avrei immaginato un voto di scambio con favori direttamente alla sorella del Primo Cittadino. A distanza di un anno verifico che quanto mi venne allora riferito diventa drammaticamente vero. Arrivare al voto di scambio per sostenere poltrone iper-remunerate di Cattolica Assicurazioni, assicurando benefit personali alla famiglia Tosi, mi pare uno schiaffo all’etica di una Compagnia di assicurazione che si fregia del nome di Cattolica, siede in prima linea nelle file dei moralizzatori della città di Verona ed ostenta roboanti interventi su etica ed economia nelle giornate dei Festival Cristiani.
Sono uno schiaffo all’etica cristiana anche le indennità percepite dai membri del Consiglio di Amministrazione. E’ vero che il Presidente di Cattolica percepisce una indennità pari a 7 volte un Presidente di Regione? Perché nei Festival della dottrina sociale della Chiesa non si parla anche di questo oltre che fare i dispensatori di morale per gli altri?

Stefano Valdegamberi

Consigliere UDC alla Regione Veneto 

Nota di Tito Brunelli. La casta Tosi mette radici sempre nuove. Il Sindaco si muove da padrone e cerca tutti i benefici che può per chi lo riconosce come ‘capo’. A Verona gli resta poco da occupare. La speranza è che la legge dello Stato elimini la nomina diretta dei membri dei Consigli di Amministrazione delle aziende comunali. Può succedere viste la crisi economica e la rabbia dei cittadini. Quando poi questi comportamenti entrano in una Compagnia che si presenta con il nome di “Cattolica” la questione si fa gravissima e tocca profondamente le coscienze.

La nomina di Barbara Tosi nel CdA di una banca toscana, concordata tra Cattolica Assicurazioni e il sindaco Tosi, è inammissibile. Chi fa il Sindaco di una città deve evitare in ogni modo e sempre che qualcuno possa pensare che il Sindaco utilizza la sua posizione a favore di una persona del suo giro, tanto più se si tratta della sorella. Ne va della considerazione della politica. Oggi si dà come scontato che chi fa politica ricava dei vantaggi diretti. Se si procede con questi comportamenti, si dà come scontato che la politica è un compra vendita a favore di chi può, non di chi lo merita. E allora arriva l’anti politica. Colpa di chi?

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