Archivi del giorno: 3 gennaio 2013

Scricchiolio mortale. Il declino dell’aeroporto Catullo

Il peccato originale della crisi del Catullo va cercato in una politica provinciale e autoreferenziale, priva di una visione strategica in grado di affrontare un mercato in veloce cambiamento.

La situazione del Catullo Spa era in deterioramento dal 2007 e la politica veronese non si è accorta di cosa succedeva sul mercato. Mentre nel resto d’Italia gli aeroporti crescevano, Verona perdeva progressivamente quote di mercato, rubate da Bergamo, Bologna e Venezia.

L’inerzia della Catullo Spa , combinata con la crisi economica; l’aumento del costo dei carburanti; il crollo del mercato del charter (su cui si era specializzata), rimpiazzato dal low cost, hanno portato al progressivo ridimensionamento del nostro scalo.

Si giunse al bivio: ridurre la società in modo drastico o tentare un piano di sviluppo capace di portare l’aeroporto di Verona fuori dalle secche. La scelta fu di fare un accordo con i competitors del sistema lombardo: Malpensa e Bergamo in primis. Piuttosto di andare allo scontro, si preferì un accordo con Sea spa, società di gestione degli aeroporti di Malpensa e Linate. Si fece il progetto SEAS (South European Airport Sistem): quattro aeroporti con 5 piste del Nord-Italia. La commissione trasporti della Regione Lombardia approvò il progetto. Leggo che venne stipulato un accordo tra gli aeroporti di Verona e Milano e si decise di dare mandato a due advisor di stendere il progetto industriale di aggregazione tra gli aeroporti lombardi della Seas e quello di Verona-Montichiari. Continua a leggere

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Archiviato in Riflessioni, Verona che non cambia