Scricchiolii. Altra tegola sull’Amministrazione

18 inquilini denunciano il Comune: il prezzo di vendita di appartamenti popolari in un complesso residenziale in zona Sacra Famiglia è stato maggiorato (aggiunte e conteggi sbagliati: 1460 euro a mq anziché i 1178 di altri condomini della zona). Gli inquilini hanno pagato 490.000 euro in più rispetto al dovuto. Soldi che vogliono indietro.

Tensione tra il Comune, che scarica la rogna su AGEC, e AGEC che replica duramente.

Attori della vicenda:

– la ditta costruttrice: la Cta srl che fa i contratti e incassa;

– il Comune che 10 anni fa aveva programmato il complesso residenziale, accordandone la realizzazione alla Cta;

– AGEC (azienda comunale che gestisce gli alloggi di edilizia pubblica) che, con la deliberazione 39 del 2004, assume il ruolo, a nome dell’Amministrazione comunale, di “controllore sull’andamento dei lavori e sul rispetto, da parte di Cta, delle obbligazioni da essa assunte”.

Tra AGEC e Amministrazione i toni si scaldano: hanno posizioni divergenti.

Il Comune dice che era compito di AGEC controllare e che “il prezzo di vendita era stato quantificato da AGEC che ha negoziato direttamente con Cta”.

AGEC risponde: “Non si comprende sulla base di quali convenzioni il Comune chiami in causa AGEC. La convenzione aveva come Dominus l’operatore privato (Cta) e il Comune, che aveva stabilito il prezzo medio massimo degli alloggi”. Compito di AGEC era solo controllare: “La chiamata in causa del Comune è priva di fondamento”. 

Gli inquilini chiedono il responso del giudice (per fine anno 2012?): se desse loro ragione, qualcuno dovrebbe restituire quasi 500.000 euro.

Chi?

Per questo i due enti pubblici litigano.

Riccardo Moretto, avvocato del Comune: “Il Comune non ha sbagliato nulla. Non capisco quei condomini. I prezzi in giro sono molto più alti. Loro pagano una miseria e ancora si lamentano. Si parla di prezzo medio, ma gli appartamenti non sono ancora venduti tutti; quindi non c’è una cifra su cui fare la media”.

AGEC e Comune tendono a lanciarsi la patata bollente. Si aspetta il responso del giudice.

Nota. AGEC è azienda del Comune al 100%. Presidente e consiglieri di amministrazione sono nominati dal Sindaco. Eppure i rapporti tra i due enti sono deteriorati. Forse i disguidi sono iniziati quando il sindaco Tosi ha chiesto a AGEC di comprare le farmacie comunali. Allo scopo AGEC ha dovuto chiedere un mutuo di circa 40 milioni, da restituire, con gli interessi, negli anni. Questa imposizione ha impoverito AGEC e le impedisce di svolgere al meglio il suo compito: preparare abitazioni per i cittadini in difficoltà.

Le scelte sbagliate possono dare vantaggi iniziali, apparenti, ma si pagano nel tempo.

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