Archivi del mese: novembre 2012

Scricchiolii? No. Questa volta è la casta Tosi

La notizia. Nell’assemblea dei soci della Cassa di San Miniato (Pisa), il 5 settembre 2012, la Fondazione San Miniato, Grifoni CRSM spa e Cattolica Assicurazioni hanno presentato un unico nome, quello di Barbara Tosi, sorella del sindaco di Verona Flavio, come membro del Consiglio di Amministrazione della Cassa, in rappresentanza di Cattolica Assicurazioni che detiene il 25% delle azioni. L’incarico scadrà il 31 dicembre 2013.

Nota: Barbara (laurea in Scienze economiche e bancarie) è capogruppo della Lega Nord nel Comune di Verona; è stata Presidente della VI^ Circoscrizione; esercita la libera professione e si occupa di gestioni immobiliari.

La scelta di Barbara Tosi è stata fatta mesi fa da una società partecipata del gruppo in base ai criteri di onorabilità e professionalità richiesti da Banca d’Italia, che ha avvallato la scelta.

Si sviluppa la polemica. Continua a leggere

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Scricchiolii. La Verona che non cambia

1) A Verona, nel 2011, il numero dei reati (37.697) aumenta, rispetto al 2010, più che a Napoli: più 6,2%. I furti in abitazione (2803) sono cresciuti del 48,6% (a livello nazionale l’aumento è del 20%). I numeri non fanno dormire sonni tranquilli.

Verona è al 39° posto, per delinquenza, tra le 103 province italiane. Va molto meglio a Vicenza, a Trento e a Belluno.

2) Fine 2010. I residenti nel piazzale XXV Aprile (stazione): “Siamo tornati indietro di dieci anni”: mendicanti, lucciole e tossicodipendenti invadono il quartiere. Alcuni Rom hanno bivaccato nei pressi della chiesa. I volontari della parrocchia hanno portato loro coperte e vestiti. Il rapporto si è guastato per i furti in parrocchia e per il disturbo ai bambini del catechismo. La polizia municipale: “I controlli sono imponenti in tutta la zona”. I residenti: “La polizia fa controlli, ma nulla cambia”. Continua a leggere

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Scricchiolii nella città che cambia. Amministrazione federalista? Proprio no

L’Amministrazione Tosi, con una serie di decisioni, stronca l’operatività delle otto Circoscrizioni cittadine:

– niente compenso economico ai consiglieri che partecipano alle riunioni;

– drastica diminuzione dei finanziamenti;

– notevole riduzione dei dipendenti a disposizione delle Circoscrizioni.

Meno personale = meno servizi nei quartieri.

I pochi soldi a disposizione sono per la gestione ordinaria e per la manutenzione delle strade: asfaltatura e cura del fondo, a partire dalla città antica dove non regge a lungo il porfido, assemblato con sabbia o resina.

Le Circoscrizioni vivacchiano e Antonio Lella, assessore al Decentramento, resta zitto e non muove un dito. Il suo predecessore, Marco Padovani, polemizza con lui e pone un dubbio: quando Lella era consigliere comunale si era più volte detto favorevole all’abolizione delle Circoscrizioni. La pensa ancora così? Se ha cambiato idea e ha scoperto il valore di queste istituzioni, le faccia funzionare.  Continua a leggere

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Scricchiolii nella città che cambia

1) I cittadini veronesi diminuiscono. Negli ultimi 10 anni Verona ha perso circa 2500 residenti. Dati del censimento 2011: eravamo 254.607: 134.900 donne e 119.707 maschi. Le famiglie erano 115.466, composte in media da 2,2 persone. L’11 – 12% dei residenti è di origine straniera.

C’è chi, per giustificare un’enormità di nuove abitazioni previste dal Piano degli Interventi, ipotizza un notevole aumento della popolazione a Verona. Leggendo i dati del censimento, qualcuno dirà di aver sbagliato? No: non succederà. Importante è muovere il mercato, costruire e far entrare tanti soldi nelle casse del Comune e di alcuni privati.

Il discorso vale per negozi e centri commerciali: se ne prevedono molti a Verona. Chi compra siamo sempre noi. Quanti negozi e centri commerciali avranno successo? Perché il Comune autorizza scelte del genere? Questione di soldi.

2) Se ne va da Verona la boutique Bulgari di via Mazzini. La strategia distributiva del marchio privilegia le grandi città e punti di vendita ampi. Le grandi catene, proprio perché ragionano solo sui numeri, sono le prime ad arrivare se la situazione è favorevole e per prime si accorgono se qualcosa non va e se ne vanno. Assessore Corsi: “La scelta di Bulgari è brutto segnale. Ci preoccupa che sia l’inizio di qualche cosa. Il nostro progetto è presentare il Centro come una bomboniera: un grande centro commerciale naturale”. Evidentemente non ci stiamo riuscendo.  Continua a leggere

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