La Verona che non cambia. Un nuovo stadio?

Giugno 2011. Due obiettivi nel futuro del Verona Hellas, oltre a quello di puntare alla serie A:

– nuovi imprenditori a disposizione della squadra, con il sostegno dell’Amministrazione;

– uno stadio nuovo, di proprietà della società che avrebbe risorse per crescere, polivalente, tecnologico, ultramoderno, con 25.000 posti coperti, utilizzabile anche per eventi e spettacoli, da costruire alla Marangona, con negozi, ristoranti, attività commerciali (tali da creare introiti da reinvestire nella società), uffici, piscina olimpica, acquapark, stadio per il rugby.

Tra i primi a lanciare l’appello a sostegno del Verona sono il sindaco Flavio Tosi e l’allora assessore allo Sport Sboarina.

Il nuovo stadio verrebbe costruito e gestito solo dal Verona Hellas, senza soldi pubblici, in un’ottica di consolidamento della società. L’Amministrazione sostiene chi porta avanti l’idea di questa nuova struttura come volano per lo sviluppo della società. I progetti però devono essere concreti. Uno stadio privato, per di più, significa sobbarcarsi la sicurezza interna e la gestione dell’ordine pubblico. 

Il tema è anche politicamente delicato: a Verona ci sono altre società sportive di alto livello, tra cui il Chievo Verona che condivide con l’Hellas l’uso dello stadio Bentegodi, in affitto dal Comune.

Il Chievo progetta un suo stadio nel territorio del Comune di Villafranca.

Domande ovvie:

– l’Amministrazione comunale come tale può essere di parte? Come può Flavio Tosi presentarsi come il Sindaco di tutti i cittadini e poi mostrare una netta preferenza per una parte (l’Hellas), ignorandone altre? Ricordiamo che l’Amministrazione, attraverso AGSM, finanzia direttamente il Verona;

– la Marangona, grande area tra Cadidavid e Madonna di Dossobuono, è stata preservata da edificazioni, riservandola per nuove attività imprenditoriali, per aziende innovative e sperimentali. Ci riferiamo al Parco Scientifico e Tecnologico, cancellato colpevolmente da questa Amministrazione, ma prezioso per una comunità aperta al futuro e alle nuove tecnologie, a servizio delle aziende disponibili a collaborare e a costruire un nuovo futuro per Verona, in collaborazione con la locale Università.

E’ accettabile costruire in quella zona il nuovo stadio, rinunciando a un grande progetto?

Tutto chiaro? No. Ancora una volta sorprende che per alcuni mesi i mass media locali hanno dedicato al nuovo stadio articoli e interventi a non finire e poi, chissà perché, l’argomento esce dall’attenzione. Da tempo del nuovo stadio non si parla più.

Così va la politica!

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