Scricchiolii? No. La casta Tosi traballa nelle vicende di AGEC (1)

Settembre 2012. L’avvocato Michele Croce, eletto nel maggio 2012 consigliere comunale di Verona, nella Lista Tosi; nominato dal Sindaco, un paio di mesi fa, Presidente di AGEC, decide di cambiare l’arredamento del suo ufficio: pareti, controsoffitti, impiantistica, scrivania, poltrone di pregio, mobili, lampadari, tappeti. Costo: circa 33.000 euro.

Nessuna discussione nel Consiglio di Amministrazione (CdA). Nessuna delibera.

* AGEC è l’azienda (circa 800 dipendenti) che gestisce 3.885 edifici comunali a Verona (spesso in pessime condizioni, con muffe e umidità, e perciò da ristrutturare), le mense e i servizi cimiteriali.

* I membri del CdA chiedono informazioni. Si possono spendere soldi per abbellire l’ufficio del neo presidente e comprare schedari?

Nel maggio 2009 si era verificato un caso analogo: il forzista Giovanni Frigo, appena nominato presidente di AGSM Energia, spese 21.000 euro per cambiare l’arredo del suo ufficio. Il sindaco Tosi e l’allora presidente di AGSM Sardos Albertini: “E uno spreco. Se ha speso quei soldi la responsabilità è sua”. Frigo pagò di tasca sua. 

Croce si difende: “Spese folli per abbellire il mio ufficio? Tutte falsità. Sono lavori indispensabili per adeguare l’impianto elettrico alle norme di sicurezza, per aggiustare i serramenti da cui entrava acqua, per tinteggiare le pareti e rifare il pavimento. Uniche novità: mobili tecnici per documenti e pratiche. Avremmo potuto essere sanzionati perché gli uffici erano insicuri e pericolosi.

Io tengo duro perché non ho fatto nulla di cui mi debba pentire. La mia nuova politica dà fastidio a qualcuno. L’attacco è vile perché proviene da chi mi stava vicino. I traditori ne risponderanno in tribunale ”.

Su mandato dell’Amministrazione comunale un tecnico del comune, l’ingegner Luciano Ortolani, ha il compito di chiarire se i lavori fossero ‘urgenti e indifferibili’.

Risposta: i lavori non erano urgenti né improcrastinabili, eccetto la sistemazione degli infissi delle finestre, da cui (come in molti uffici comunali) filtrava acqua. Circa i materiali impiegati e le finiture eseguite, si ritiene che le opere, pur costituendo migliorie ai locali, non sono tutte pienamente adatte all’ambiente di rappresentanza quale l’ufficio del Presidente dell’azienda.

*Il presidente Croce rischia di dover pagare di tasca propria gli interventi non indifferibili.

 (1. continua)

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