Il Sindaco di tutti i Veronesi?

Abbiamo letto questo slogan in città in campagna elettorale. In molti l’abbiamo sentito come uno schiaffo, un affronto alla verità, perché nei 5 anni precedenti, il sindaco Tosi ha fatto il contrario, dividendo i cittadini tra “i suoi” e gli altri, escludendo chi ha osato contrastarlo e premiando i servi.

Le mosse del Sindaco confermato procedono nella stessa direzione. Una verifica: il Sindaco ha nominato consiglieri di minoranza negli enti comunali solo nei casi in cui non ha potuto farne a meno e, ogni volta che è stato possibile, ha escluso rappresentanti della minoranza principale: quella di centro Sinistra.

Il Partito Democratico ha indicato per i CdA:

– Maurizio Sartori in AGSM;

– Hans Roderich Blattner in AMT;

– Luciano Sterzi in Verona Mercato;

– Stefania Sartori nell’Istituto Assistenza Anziani;

– Mauro Peroni in ICISS;

– Alessandra Bisdomini in AGEC;

– Sara Avesani in Fondazione Scaligera per la Locazione;

– Gabriele Tagliaferro nella Fondazione Bentegodi.

Il Sindaco Tosi ha nominato:

– Maurizio Sartori in AGSM;

– Alessandra Bisdomini in AGEC;

– Stefania Sartori in IAA;

– Mauro Peroni in ICISS;

– Francesco Barini (PdL, vicino a Daniele Polato) in AMT;

– Renzo Apolloni, indicato da Marisa Brunelli (UDC), in Verona Mercato.

– In AMIA, acquisita da AGSM, non ci sarà l’obbligo di garantire la presenza delle minoranze (PD e SEL hanno indicato Renzo Genovese).

Nei collegi dei revisori dei conti delle aziende le minoranze hanno avuto solo posti di supplente.

* Si riapre il problema della scelta degli esponenti delle minoranze nei CdA. Il Partito Democratico annuncia ricorso al TAR.

La saggia politica (pensiamo ai comportamenti di De Gasperi, di Moro, di Gozzi e di altri) crea spazi per cui le minoranze si sentono partecipi del comune percorso. Dovrebbe essere una gloria del Sindaco favorire la partecipazione attiva e critica degli oppositori nella crescita della città.

Preoccupa un modo di intendere la politica radicato nei comportamenti dei “politici di professione”: chi vince le elezioni si ritiene padrone del potere, legittimato a gestirlo in proprio: “per”, non “con”: “Tutto per il popolo, ma nulla con il popolo. Meglio: tutto per me. Il Re Sole”.

Sono visioni opposte della politica. Per non correre il rischio di risultare astratto, porto un esempio vissuto direttamente come Assessore ai Servizi Sociali. Negli anni 2002-2005 abbiamo aperto Centri di anziani su tutto il territorio comunale. Le Circoscrizioni erano governate quattro dal Centro Destra e quattro dal Centro Sinistra. La spinta era: “Fa nascere questi Centri nelle “nostre” Circoscrizioni, così facciamo bella figura”. La decisione è andata nella direzione opposta: abbiamo aperto un Centro Anziani Protagonisti in ognuna delle otto Circoscrizioni, anche se sarebbe stato più celere operare solo nelle quattro di Centro Sinistra. Il nostro procedere poneva al centro il benessere della popolazione, non l’interesse degli amministratori ed era così lontano dalla mentalità dei “politici” che i Presidenti della quattro Circoscrizioni di Centro Destra si sono interrogati su che macchinazioni c’erano sotto: sembrava impossibile che un Assessore di Centro Sinistra “favorisse gli avversari”. Decollati i primi otto Centri, si è proceduto in collaborazione e con stima reciproca. In ogni Centro c’era un’associazione che lo gestiva, in collaborazione con altre: abbiamo scelto quattro associazioni guida di area Centro Sinistra e quattro di area Centro Destra.

Conclusione: il progetto è diventato di tutti e, quando è cambiata l’Amministrazione, è andato avanti, fatto proprio e sostenuto dai nuovi governanti. Il contrario di quanto accaduto a gran parte delle iniziative dell’Amministrazione precedente. Ricordo che Flavio Tosi si è gloriato di aver votato comunque contro tutto ciò che aveva la firma dell’ex sindaco Paolo Zanotto.

Conseguenza: le iniziative dell’Assessorato ai Servizi Sociali sono oggi della città; invece le iniziative di Flavio Tosi sindaco sono sue e della sua parte, non della città.

Prima o poi la città pagherà questo modo di intendere la politica.

Tito Brunelli

 

 

 

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Archiviato in I primi mesi della seconda Amministrazione Tosi

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