Nomine ‘politiche’: schifo perché?

Tutti quelli che hanno voluto hanno potuto vedere che:

– la priorità per il rieletto sindaco Tosi è sistemare le persone fedeli che si sono date molto da fare in campagna elettorale, alle quali ha fatto promesse, in una logica spartitoria: la nomina diventa un grazie, un forte legame e una distribuzione di poltrone. Avviene in tutta Italia. Lo verifichiamo a Verona. Non si cambia strada neanche in questo momento, in cui occorrerebbe individuare e porre in moto le migliori energie;

– la scelta degli assessori è stata fatta sulla base dei voti conquistati in campagna elettorale: i 10 più votati sono oggi assessori. Non ci si è curati di verificare se sono all’altezza del compito: i dubbi ci sono. In democrazia il seguito popolare è importante, ma non può essere l’unico elemento per la scelta. Determinanti devono essere la competenza nel settore, la capacità di guida, la garanzia della persona, la certezza che non c’è nessun interesse personale;

– le assunzioni sono state fatte con il criterio della fedeltà non alla politica, ma al capo. 

Il Sindaco non ha potuto accontentare tutti “i suoi”. A tutti, contenti e no, nella riunione della maggioranza, è stato spiegato che c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto. “Siccome Flavio lo vede mezzo pieno, sarà bene che cominciamo subito a vederlo così anche noi”.

– C’è chi, come Mimma Perbellini e Michele Croce, eletti in Consiglio comunale, rinuncia a questo posto in base alla garanzia di ricoprire incarichi più remunerativi.

– C’è fretta di nominare i revisori dei conti municipali per gabbare la legge, in vigore a fine luglio, che prevede che i revisori siano scelti per sorteggio, non su indicazione politica.

– Il decreto del governo Monti sulla “Revisione della spesa” riduce i posti di nomina politica nei CdA degli enti e rischia di mettere a repentaglio accordi politici faticosamente raggiunti. La nuova normativa entra in vigore sabato 7 luglio: per gli enti in cui le nomine sono già fatte, con decreto del Sindaco, nessun problema. Non altrettanto per gli enti in attesa, ad esempio per le aziende collegate a AGSM: AGSM Distribuzione e AGSM Energia: i posti calano da 5 a 2 (gli altri membri del CdA saranno dipendenti dell’azienda stessa, senza ulteriori compensi). Gli esclusi saranno delusi.

Noi cittadini dovremmo essere molto più delusi: vorremmo alla guida degli enti persone capaci, per vivere tranquillamente. Verifichiamo invece che la scelta è di chi è più servo degli altri, pure servi: tanti servi.

Cortigiani: vil razza dannata!

 

 

 

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