AGSM – AMIA. L’affare dell’estate 2012

Poniamo all’attenzione dei nostri lettori sei articoli su quello che chiamiamo l’affare dell’estate 2012: l’aggregazione tra AGSM e AMIA. Leggendoli man mano che verranno pubblicati ci renderemo conto di come procedono la nostra città e la politica in generale, tra contraddizioni e obiettivi che sono spesso ad un passo, ma che scappano un po’ più in là, per cui è difficile raggiungerli. Se chi governa imparasse a dire la verità, faremo un passo in avanti decisivo. Ma non succede.

Le informazioni fornite si fermano al ferragosto 2012. 

AGSM – AMIA. L’affare dell’estate 2012

I dati

AGSM. Fatturato: dai 602 milioni del 2010 ai 655,48 del 2011. Utile: dai 9,8 milioni del 2010 ai 7,2 del 2011 (calo del 30%). Aziende collegate: AGSM Energia (vende energia e gas), AGSM Distribuzione, AGSM Trasmissione. Investimenti nel 2011: 33,7 milioni in impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e sviluppo di infrastrutture. Cerca partner finanziari internazionali.

Il Partito Democratico: “Al termovalorizzatore di Ca’ del Bue arriveranno rifiuti speciali”. AMIA: “Saranno semmai avviati a selezione, non a termovalorizzazione, prevista solo per i rifiuti urbani”.

AMIA. Valore: tra i 25 e i 29 milioni. Patrimonio: sui 21,5 milioni. Fatturato 2011: 655 milioni (+ 8%). Utile dell’ultimo bilancio: 732.351 euro.* Il Comune, proprietario e socio unico di entrambe le aziende, negli ultimi cinque anni ha attinto dalle loro casse, soprattutto da AGSM, decine di milioni, tagliando le gambe alle loro possibilità di investimento mentre si apprestano a sfidare il libero mercato.

La novità. AGSM acquista AMIA, aggregando in un’unica azienda il ciclo dei rifiuti (raccolta – trasformazione – smaltimento), puntando a utilizzare Ca’ del Bue e riducendo le spese di gestione. Obiettivo: una “multi utility” di verde pubblico, energia e rifiuti, in cui far confluire tutte le aziende partecipate del Comune.

Come avverrà l’operazione? AGSM aumenta il suo capitale di 21 milioni, emettendo 14.000 azioni al prezzo di 1,5 euro ciascuna. Il Comune acquista tali azioni non versando soldi, ma trasferendo la proprietà di AMIA (valore stimato sui 21.382.000 euro) a AGSM.

Nota: si tratta di movimenti di soldi tra il Comune e le sue aziende. Nelle casse pubbliche non entra un euro che non sia già dell’Amministrazione. Si è fatto lo stesso quattro anni fa: sono state vendute le farmacie comunali a AGEC, azienda comunale: il Comune ha avuto 40 milioni per il suo bilancio e ha lasciando a AGEC un debito e un mutuo da pagare e nella impossibilità, avendo le casse vuote, di svolgere il servizio per cui è nata: fare case per i cittadini, a partire da quelli in difficoltà. Manovra simile per coprire il buco del bilancio comunale del 2011: sono state vendute azione della Fiera per circa 30 milioni.

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