A questo punto vediamo chi ha guidato la “Catullo spa” negli ultimi cinque anni

*Gennaio 2007. L’assemblea dei soci (regista il sindaco Tosi) nomina il nuovo CdA della “Catullo spa”. Presidente: Fabio Bortolazzi. I membri del CdA passano da 15 a 7, però raddoppiano l’indennità. Si spendevano 260.000 euro nella gestione precedente; se ne spendono 220.000 adesso, più il gettone di presenza: 250 euro a seduta. Il costo della politica resta uguale e viene spartito tra meno persone: chi diventa consigliere guadagna il doppio di prima.

Nota: già questa scelta avrebbe dovuto far riflettere sul valore degli amministratori nominati e sulla visione politica di chi li aveva nominati.

Bortolazzi privilegia l’asse con Brescia e, in prospettiva, con Orio al Serio (Bergamo): “Verona, Brescia e Bergamo, con Cremona, Mantova, Rovigo, Vicenza, Trento, Bolzano, hanno notevoli possibilità di sviluppo: possono diventare il terzo polo aeroportuale tra Venezia e Milano”.

Il presidente ritiene che siano tre le strutture capaci di far fare il salto di qualità: Alta Velocità; autostrada Brembana (BS-BG-MI); metropolitana di superficie che collega Verona e Mantova, con fermata al Catullo. Presenta un piano finanziario faraonico, di 125 milioni: 78 per il Catullo; 50 per il D’Annunzio. I soci, con voto unanime, approvano e si impegnano per 45 milioni.

Per recuperare passeggeri, punta sui voli low cost, con Ryanair, accanto ai voli di linea e ai charter. Con la controllata “Aviohandling”, privatizza la gestione dei servizi di terra, che bruciava 3,5 milioni ogni anno. Al D’Annunzio vanno i cargo.

Inizio 2011. Dati pesanti: conti in rosso; calo dei passeggeri; piano industriale che non decolla; crollo dei voli charter (- 25,6% sull’anno precedente) a causa della “primavera araba”; minima ripresa con i voli low cost: però il contratto con Ryanair è capestro: più passeggeri arrivano, più il bilancio va in rosso: il Catullo perde due milioni all’anno.

* Grave e significativo: il personale è molto numeroso, superiore alla media nazionale. I dipendenti registrati nel bilancio 2010 sono 439: 107 operai; 328 impiegati, quadri e intermedi; 4 dirigenti. Negli aeroporti simili di Bologna e di Napoli i dipendenti erano 355 e 278.

Emolumenti al Collegio dei Revisori dei conti: 278.000 euro.

Emolumenti ai membri del CdA: da 220.000 sono passati a 267.000 euro.

Dirigenti ‘politici’ ben pagati. Bortolazzi parlerà di “stipendificio” politico.

Estate 2010. Accadono due fatti contraddittori, segno dello stato della politica nazionale:

– il Catullo salta di categoria: diventa scalo nazionale;

– il Catullo è dichiarato aeroporto di sedie B:

* Serie A (aeroporti strategici): Fiumicino, Malpensa e Venezia, affiancati da Bergamo, Firenze, Pisa, Cagliari, Palermo, Napoli, Catania, Lamezia, Bari, Bologna.

Serie B: Verona, Treviso, Torino, Trieste, Genova, Viterbo, Brindisi, Trapani, Alghero, Olbia.

Serie C: 24 scali, da chiudere. Tra questi c’è Montichiari: inutile buttarci milioni essendo il bacino di traffico insufficiente.

Primavera 2011. Si avvicinano l’assemblea dei soci e il rinnovo delle cariche: 27 giugno.

Le notizie diventano positive. Qualcuno chiede se sono vere:

– direttore Massimo Soppani, il piano di rilancio funziona; i passeggeri aumentano: + 23% in gennaio; + 9% in febbraio; +32% in marzo. Decisive le linee low cost;

– presidente Bortolazzi: aeroporto in salute. Trend positivo. Grande indotto. Chiede investimenti per nuove aree, da destinare a parcheggio a pagamento (area Calzoni), a nuovi terminal e a centri commerciali, per avere ricavi anche dal non aviario. E’ strategia costosa. Firma accordi per 21,8 milioni, che non ha. Ma i ricavi non crescono perché spazi e investimenti non ci sono.

* Bilancio 2010. Con un espediente (rivalutazione di immobili) chiude con un utile di 1.455.425.

Di fatto però è in perdita di 6,3 milioni.

continua

 

 

 

1 Commento

Archiviato in Aeroporto Catullo

Una risposta a “A questo punto vediamo chi ha guidato la “Catullo spa” negli ultimi cinque anni

  1. Pasquale Saturni

    Faccio presente un refuso (peraltro evidente): Bortolazzi è stato nominato presidente il 21 gennaio del 2008 (non 2007). Altrimenti Tosi (nel gennaio 2007 ancora all’opposizione) non avrebbe avuto responsabilità in merito. La relativa news: http://www.aeroportoverona.it/de/press/news_show.asp?Selezione=245

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