Mostre. Un patatrac

I primi mesi della seconda Amministrazione Tosi (3)

Verona, per la sua collocazione geografica, è incrocio di strade, autostrade, ferrovie. Politici lungimiranti, supportati dalla città, ci hanno regalato l’aeroporto Catullo, il Quadrante Europa, il Mercato Ortofrutticolo, i Magazzini Generali, la Fiera, l’Università, la stagione lirica, l’estate teatrale, … : la nostra città attrae persone, famiglie, comitive e gruppi di ogni provenienza, interessati anche a esposizioni artistiche ed eventi culturali.

Una serie di fallimenti.

1.- La collezione d’arte contemporanea del conte Panza di Bumio doveva trovare collocazione definitiva nelle sale della Gran Guardia.. La permanenza divenne temporanea. Poi la mostra fu trasferita. Non era entrata nelle grazie dei Veronesi.

2.- L’Amministrazione Zanotto ha avuto una brillante idea: trasferire a Castel San Pietro, una volta rinnovato, parte delle opere del grande museo russo Ermitage.

Dopo attenta valutazione i dirigenti di Ermitage hanno preferito Ferrara a Verona. Grave sconfitta.

Sarebbe importante capire il perché: Verona non è inferiore a Ferrara.

3.- All’inizio della sua prima Amministrazione, il sindaco Tosi ingaggia Marco Goldin, personaggio di rilievo nell’organizzazione di eventi artistici: si stringe un accordo con il Louvre di Parigi per una mostra a Verona di importanti opere di quel museo. Si pregusta un grande successo, sulla scia di quello dell’esposizione del Mantegna voluta dall’Amministrazione Zanotto.

Poi il crollo, inspiegabile: il Louvre si ritira. Cadono altre tre mostre già programmate.

4.- Mostra sul Settecento. Interessante ma ignorata: la gran parte dei veronesi neppure si è accorta che c’è stata. Bocciatura di presenze. Ricorso a sconti e a ingressi omaggio.

5.- Giugno 2012. Botta, da tramortire: la mostra delle opere del pittore catalano Joan Mirò, che doveva essere inaugurata, in Gran Guardia, giovedì 21 giugno 2012, non si fa, senza spiegazioni credibili. Rimane a Roma. Sarebbe stato l’evento artistico dell’estate veronese. E’ danno di immagine e grave perdita economica in particolare per gli albergatori.

Un tale susseguirsi di fallimenti deve far riflettere una città, che non deve porsi sulla difensiva e dare colpe a destra e a manca. Se prendiamo ripetutamente pesci in faccia, deve essere impegno di tutti capire il perché ed eliminare ciò che ci rende vulnerabili.

Il sindaco Tosi, arrabbiato, pensa di dare mandato ai legali e di chiedere i danni per la mancata mostra di Mirò. E’ sufficiente? E’ la strada giusta?

Voci critiche e propositive:

– L’Associazione delle guide turistiche: “O il mondo ce l’ha con noi oppure qualcosa non funziona nella macchina comunale”.

– Loredana Olivato, docente Storia dell’Arte all’Università di Verona: “Sarebbe bene riflettere sui contenuti delle mostre che si organizzano. Se fossero più contestualizzate o godessero di legami con la realtà storica o culturale locale, forse si ridurrebbero i rischi di essere annullate all’improvviso”.

 

 

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in I primi mesi della seconda Amministrazione Tosi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...