Flavio Tosi, pura Razza Padana, si monta la testa: lo Stato sono io

Inizio aprile 2012. Dopo 17 anni, la Commissione regionale veneta approva il nuovo Piano socio sanitario. Alcune scelte: si eliminano 6 USSL su 21; nel veronese passano da 3 a 2. Ognuna sarà guidata da un Direttore Generale (dg) nominato dal Presidente. Spetta al dg scegliere i direttori sanitario, amministrativo e, d’intesa con la Conferenza dei Sindaci, del sociale e anche i primari. Se non rispetta gli obiettivi di bilancio il dg rischia il posto. Il Piano dovrebbe andare in Consiglio il 12 giugno. Tutto a posto? No.

L’Assessore alla Sanità Luca Coletto annuncia che intende cambiare il Piano con un maxi emendamento, del quale Giunta e Uffici regionali nulla sanno.

Tosi lo vuole. E tanto basti”. Lo vuole “Sua Sanità”.

Ricordiamo. Doveva essere Flavio Tosi (sì: quello che continua a ripetere che non c’è incarico più bello che fare il Sindaco di Verona. E ora vuole fare il capo della Lega Nord veneta) il Presidente della Regione Veneto. Non lo ha voluto Bossi (allora poteva. Tosi se l’è legata al dito). Ci fu un accordo: Zaia fa il Presidente, ma la Sanità resta in mano alla Lega Nord veronese, cioè a Tosi, che impone sua moglie come dirigente e come Assessore alla Sanità Luca Coletto, suo fido che esegue la volontà di Sua Sanità. Se non obbedisce, rischia. In questi giorni si parla con insistenza delle dimissioni di Coletto. Flavio Tosi lo sostituirebbe con Alessandro Dall’Ora, dg dell’USSL di Bussolengo. Tosi punterebbe ad allontanare anche Domenico Mantoan, segretario generale della Sanità già vicino a Tosi, per sostituirlo con Sandro Caffi, dg dell’Azienda Ospedaliera di Verona. La Sanità vale 8,2 miliardi l’anno (sui 12.914.000 milioni del bilancio complessivo per il 2012).

Il decisivo banco di prova sarà il maxi emendamento. Quattro i punti da modificare in nome e per conto di Tosi, il Grande Timoniere veronese:

– eliminare la possibilità di commissariare le USSL, ipotesi inserita nel Piano per creare i primi accorpamenti in vista della riduzione delle USSL;

– no all’obbligo del parere obbligatorio e vincolante della Commissione Sanità sulle schede ospedaliere che diranno quali strutture chiudere e quali no, per lasciare tutto il potere decisionale nelle mani della Giunta (= dell’Assessore che ha a cuore le sorti di Bussolengo e Borgo Roma);

– assegnare alla Giunta (= all’Assessore) il potere di nomina del futuro direttore generale della Sanità, ossia l’attuale segretario, che, secondo il nuovo Piano, è nominato dal Consiglio su indicazione del presidente;

– eliminare la valutazione annuale dell’operato dei direttori generali.

In sintesi, ecco la volontà di Tosi: “Alla malora partecipazione e federalismo. Decido tutto io”.

Il maxi emendamento va presentato entro la prima settimana di giugno.

Coletto dovrebbe trovare l’appoggio della sua maggioranza. Missione che pare impossibile. A nome dei Consiglieri, il Presidente della Commissione Leonardo Padrin gli ha fatto sapere che non ammettono stravolgimenti.

Che ne pensa il Grande Fratello Zaia? Dice (il tono è secco e infastidito): “Coletto e Mantoan non si toccano. Finché sarò io il Presidente, il posto di Dall’Ora e di Caffi non è in Regione”.

Ma cosa succederà se Tosi diventa il segretario nathional della Lega Nord in Veneto, come è il dominus della Sanità in Veneto? L’invasione di campo è pesante. A chi gli dice che “ambienti veronesi” starebbero scrivendo il maxi emendamento, Zaia risponde: “La Sanità del Veneto non si fa a Verona. Le responsabilità sono solo mie”.

Tosi della serie: “Prima il partito e il partito “c’ets moi (sono io)”. Luigi XIV?

Sandro Sandri, ex Assessore alla Sanità, leghista: “Attenzione Coletto, se presenti il maxi emendamento prevedo un putiferio. Durante la discussione in Commissione Coletto si è visto poco: è venuto all’ultima seduta. Se ora stravolge il nostro lavoro, la situazione diventa pessima”.

I sindacati. “Se le USSL diventano 10, si risparmiano 30 milioni. Non si guarda ai bisogni della gente. Che Coletto, Assessore geometra, resti o se ne vada non fa differenza. Per i medici non è interlocutore presente; non ha dato le risposte concrete che ci aspettavamo. La figura dell’Assessore alla Sanità è svuotata: prende le decisioni il Presidente su indicazione del segretario”.

Vedremo come andrà a finire. L’accaduto è di una gravità eccezionale: fa capire anche a chi non vuol capire chi è Flavio Tosi. Una rovina ovunque mette le mani.

Tito Brunelli

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1 Commento

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Una risposta a “Flavio Tosi, pura Razza Padana, si monta la testa: lo Stato sono io

  1. e tutto questo come “sua sanità”…figurate quando vorrà diventare Sua Santità ;-)

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