PAT e Piano degli Interventi

Nel dibattito comunale sul “Piano degli Interventi” (P.I.) si è spesso parlato del “Piano di Assetto del Territorio” (PAT): da parte della maggioranza per giustificare le proprie scelte; da parte della minoranza per mostrare che il duo Tosi-Giacino stravolge la Verona del ben-essere e del bene stare, privilegiando una larga cementificazione del territorio.

Ma cosa è il PAT? E’ lo strumento che definisce, dopo uno studio che dovrebbe essere accurato del territorio, la destinazione di aree e di terreni: come saranno utilizzati. Dovrebbe esprime due volontà: recuperare, abbattendo l’esistente e riedificando, terreni già costruiti e da tempo abbandonati e creare una protezione del territorio per preservarlo alle future generazioni.

E che cosa è il P.I.? E’ la concretizzazione del PAT, cioè lo strumento che indica concretamente  come utilizzare le aree che il PAT stabilisce di trasformare, creando i presupposti per appropriati interventi, anche, ma non solo edilizi.

Avviene in questi nostri anni che il PAT è opera dell’Amministrazione Zanotto-Uboldi e il P.I. dell’Amministrazione Tosi-Giacino.

L’Amministrazione Tosi, a giustificazione del suo operato (280 grossi cantieri nel territorio cittadino), dice che la cementificazione prevista nel P.I. è molto bassa rispetto a quella consentita dal PAT, cioè dalla Amministrazione dell’ex sindaco Zanotto. Perciò gli attuali amministratori dicono che, se fosse rimasta la Giunta precedente, le nuove costruzioni sarebbero state più numerose e invasive di quelle oggi programmate. Conclusione: “Noi, Amministrazione Tosi, siamo migliori di voi, ex Amministrazione Zanotto: occuperemo meno spazio di quanto voi avete programmato: il 50% in meno”.

Risponde il Partito Democratico: gli spazi che il PAT prevede come trasformabili, possono essere trasformati in tante direzioni, non solo in quella edificatoria. Possono diventare giardini o servizi utili. Inoltre il prevedere trasformazioni edificatorie non significa che di fatto si procede alla cementificazione o, per lo meno, non significa che si debba cementificare subito: il PAT è destinato ha produrre i suoi frutti in tempi lunghi. “L’attuale Amministrazione, invece, in un colpo solo ha occupato gran parte degli spazi trasformabili”.

Che dire? E’ vero che non è obbligatorio costruire ovunque è permesso dal PAT; ma è altrettanto vero che gli appetiti sono tanti e plurimi e che, se si intravede la possibilità di edificare, prima o poi ci si riesce. Chi ‘concede’ di costruire sa che, prima o poi, lì si costruisce. Tanto più in un tempo in cui i Comuni hanno fame di soldi: vendere il territorio comunale è tentazione forte: non si spende e si ricava danaro: è l’ottimo. E chi se ne importa se si occupano spazi; se tratti sempre più grandi di territorio comunale vengono coperti da cemento e asfalto, con gravi rischi circa la salvaguardia del territorio e la qualità della vita dei cittadini? A troppi amministratori importa dire: “Noi facciamo le cose. Riconoscete che siamo bravi!”. Essi, consapevolmente, uccidono il ben-essere e il futuro.

Altra conclusione: non si può salvare né il Centro Destra né il Centro Sinistra, purtroppo. Entrambi privilegiano il recuperare soldi e si mostrano poco interessati alla salvaguardia del territorio. Se a fare il P.I. fosse stata una maggioranza di Centro Sinistra ci troveremmo di fronte a scelte poco diversa da quelle del Centro Destra. Forse vuol dire che le potenze che decidono cosa fare del territorio sono altrove, non in Comune.

Un dato preoccupa dopo l’approvazione del P.I.: si prevedono 100 appartamenti tra “Esselunga”, in Valpantena, e le colline: si intaccano le Torricelle, luogo di massima salvaguardia. Gli smottamenti di quest’anno in Valpantena (gravi a Sezano e nel territorio del Comune di Grezzana) e quelli, violenti e numerosi, dello scorso anno in vari luoghi della città ci dovrebbero far capire che il territorio, in particolare quello collinare, va curato, preservato e non occupato da costruzioni. E’ grave che l’attuale Amministrazione non rispetti le indicazioni del PAT e, come annuncia l’assessore Giacino, si prepari a nuovi interventi edificatori nel caso che (speriamo di no) si proceda con il traforo delle Torricelle. Se aggiungiamo le nuove costruzioni previste nella zona di Santa Maria in Stelle – Sezano, dove, quando piove, le strade diventano torrenti, si segna il percorso che ci attende.

Ci teniamo o no al nostro territorio? Ne dubito molto.

Tito Brunelli

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