Rilievi e quesiti sul caso Soardi, leghista indagato e condannato

da “Un viaggio nella Lega Nord” (20)

*Da dove è partita l’indagine in ATV? Comportamenti illeciti, segno di superficialità e di presunzione di forza, hanno scatenato veleni e malumori. Si procedeva però nella certezza che nessuno avrebbe avuto il coraggio di parlare. L’autista di Soardi: “Mi hanno ordinato di non parlare”. Battute e lamentele hanno raggiunto il Palazzo di Giustizia, che decide di pedinare Soardi.

*In ATV, come altrove, qualcuno, dipendente o con ruoli di responsabilità, ha chiuso un occhio su quanto accadeva? O nessuno sapeva?

*Si obietta: “Sono poche migliaia gli euro eventualmente utilizzati illecitamente da Soardi. Vero. Ma il problema è l’esaltazione prodotta nella persona dall’insperato “potere” acquisito: per un pubblico amministratore è gravissima l’accusa di peculato; ad esempio, utilizzare l’auto pubblica come se fosse sua. Soardi ha approfittato del suo ruolo per mettere in conto all’ente spese che non dovevano essere rimborsate: fatto privo di ogni pudore.

* Art. 314 del Codice: “L’incaricato di un servizio pubblico che, avendo per ragioni del suo ufficio il possesso o la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile, se ne appropria, è punito con la reclusione da 3 a 10 anni”.

Per una valutazione complessiva (da un dossier del P.D., da verificare):

ATV si è prodigata in promozioni e spese: sono aumentati i dirigenti: sono 8; si è ricorso ad assunzioni dirette di impiegati e quadri; un ex autista è diventato funzionario; in alcuni casi, nello stesso settore, sono tutti capi ufficio; uso allegro di auto aziendali; sprechi e mancati rinnovamenti.

Il piano industriale invece prevede:

– l’integrazione di personale e servizi, con recupero di risorse da reinvestire;

– eliminazione delle sovrapposizioni di linee con recupero di percorrenza da ridistribuire;

– l’unificazione di gestione, manutenzione  e biglietti del trasporto pubblico in area urbana, con un risparmio tra i 500.000 e gli 800.000 euro all’anno. Invece, accanto a ATV che doveva assorbirli, continuano ad esserci AMT, APTV: costosi enti inutili.

E’ su queste inadempienze che va valutata la gestione Soardi.

14 luglio 2011. Il Pubblico Ministero chiede la condanna per Soardi (tre anni e sei mesi) e per sua moglie. In ottobre parola alla difesa e poi processo.

Motivazioni:

– nella sua qualità di Presidente del CdA di ATV, incaricato di pubblico servizio, autocertificava falsamente la propria presenza a impegni istituzionali fuori provincia cui non andava e induceva in errore ATV srl che gli erogava i relativi rimborsi-spese o gettoni di presenza.

– si appropriava della Fiat Punto di proprietà ATV, della quale aveva la disponibilità per ragioni del proprio servizio, e del relativo carburante acquistato a spese di ATV, utilizzandola in via continuativa ed esclusiva dal dicembre 2009 all’agosto 2010 anche per ragioni personali del tutto estranee al servizio svolto per conto di ATV e anche fuori dell’orario di servizio.

– in violazione delle norme che regolano il contratto di lavoro tra ATV e i propri dipendenti, intenzionalmente si procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale e arrecava danno a ATV appropriandosi dell’opera di due operai ATV che impiegava in opere di sistemazione delle tende esterne della sua casa a Sommacampagna, tutto questo nel periodo in cui i due avrebbero dovuto svolgere la loro opera in favore dell’azienda da cui dipendevano.

Nell’atto di accusa si parla anche di “un soggiorno il 28 e 29 luglio 2010 all’Hotel Cicerone di Roma, correggendo la fattura e trasformando il numero delle presenze da tre a uno, così celando la presenza, con Soardi, delle due figlie, e quindi pagando con la carta aziendale anche il pernottamento e il pasto delle medesime”.

Figurano rimborsi “col trucco” e una serie di benefici non dovuti di cui si sarebbero avvantaggiati, secondo l’accusa, Soardi e i suoi familiari, la scorsa estate pure per andare in ferie in Puglia.

* Per essersi resa responsabile di concorso in peculato, il pm chiede la condanna a 10 mesi di pena per la moglie di Soardi: Grazia Galasso. Motivo:

“Con il coniuge che gliela affidava, si appropriava dell’auto Fiat Punto di proprietà ATV, della quale Soardi aveva la disponibilità per ragioni del proprio servizio, utilizzandola per ragioni personali del tutto estranee al servizio svolto per conto di ATV: per recarsi dall’abitazione di Sommacampagna alla sede Inps di Verona, dove lavorava; per far accompagnare le figlie da casa al liceo e all’Università con auto e autista ATV”.

Giovedì 20 ottobre. La condanna a carico di Gianluigi Soardi e della moglie

Il Tribunale di Verona condanna Soardi a tre anni e due mesi di detenzione, come ex Presidente ATV, nonostante la scelta del rito abbreviato, che garantisce lo sconto di un terzo della pena.

Nessuna sospensione della pena per Soardi, al quale è imposta, a sentenza definitiva, l’interdizione dai pubblici uffici per l’intera durata della pena.

Avvocato difensore Paolo Pellicini: “Sentenza sproporzionata, esagerata. Ricorreremo in appello”.

Il giudice ha assolto Soardi da un’imputazione per abuso d’ufficio, in riferimento all’aver “impiegato due dipendenti ATV in opere di sistemazione delle tende esterne nella sua casa di Sommacampagna” e da due contestazioni per falsità ideologica, in merito “all’aver autocertificato falsamente l’uso dell’auto personale per recarsi ad adempiere ad impegni istituzionali fuori provincia”. Esito opposto per tutte le altre contestazioni, legate a rimborsi “col trucco” e a una serie di presunti benefici non dovuti a favore suo e dei suoi familiari. La condanna è per essersi appropriato della Fiat Punto di proprietà di ATV, della quale aveva la disponibilità per ragioni del proprio servizio, e del relativo carburante acquistato a spese di ATV, utilizzandola in via continuativa ed esclusiva dal dicembre 2009 all’agosto 2010 anche per ragioni personali del tutto estranee al servizio svolto per conto di ATV e anche fuori dell’orario di sevizio”. Gli si addebitano i viaggi mai fatti per i quali aveva chiesto e ottenuto il rimborso; le trasferte con l’auto di ATV i cui costi sono stati addebitati all’ente come se avesse usato la sua vettura; l’utilizzo allegro del telepass aziendale, ‘trasferito’ sull’auto privata utilizzata dalla moglie. E poi i viaggi della figlia a Padova per le prove di ammissione all’Università o dal liceo a casa e da casa all’Inps, usano l’ammiraglia con autista di ATV, che aveva anche accompagnato moglie e figlio in stazione a Bologna. La condanna è anche per pezze giustificative di viaggi non rimborsabili; per la fattura ‘corretta’ di un albergo di Roma nel quale aveva soggiornato con le figlie; autocertificazioni della presenza in incontri e convegni ai quali non era andato; rimborsi per i viaggi che effettuava usando l’auto di servizio e il telepass, certificando che era lui a pagare carburante e autostrada. Per 3.700 euro.

Decisivo, per non vedersi comminare anche una pena pecuniaria, l’aver già risarcito l’azienda di trasporto con 8.000 euro.

La moglie di Soardi, Grazia Galasso, viene condannata a un anno, con la condizionale, per essersi “appropriata dell’auto Fiat Punto di proprietà di ATV utilizzandola per ragioni personali”.

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