Chi ha deciso che Flavio Tosi sia l’unico Sindaco presente sui media per cinque anni?

Un dato impressionante: in Italia c’è un solo Sindaco amato, cercato, ascoltato da tutti: competente in tutto. Quasi mai parla da Sindaco (in tale veste ha poco da dire), ma è stabilmente presente in tutte le televisioni, di destra, di sinistra, di centro, indipendenti; in RAI, Mediaset, La7, private, locali; in tutte le radio, sulla stampa di ogni tendenza: è l’esperto universale.

Altri Sindaci, pochi (Pisapia, De Magistris, Alemanno, Fassino), sono stati alla ribalta nazionale per qualche periodo, per singole iniziative. Uno ha avuto una presenza significativa: Renzi, di Firenze, al quale però non sono risparmiate critiche, fino a ridicolizzarlo.

Il Nostro invece esce sempre bene: è da quasi cinque anni sotto i riflettori, senza soste, senza critiche (a parte il suo partito), con apprezzamento generale. Si tratta di Flavio Tosi, sindaco di Verona. Credo che nessuno pensi che sia il suo operare come Sindaco ad averlo fatto emergere, anche se ne è stato l’occasione: la sua amministrazione non lascia segni; si ferma all’ordinario; vende i tesori della città per coprire i buchi di bilancio; crea deresponsabilizzanti e pericolosi legami con istituti bancari e assicurativi e con mondi dell’economia, assumendone di fatto la guida.

Domanda naturale: ci troviamo di fronte all’unico Sindaco bravo, preparato, intelligente, capace: un astro per il presente e per il futuro di Verona e dell’Italia tutta o Tosi rientra in un progetto studiato, che ora non conosciamo, gestito da chissà chi, con chissà quali prospettive?

Ma per quali scopi?

“Meno Stato e più mercato”, dice la Destra.

“Più Tosi e meno tutti gli altri e tutto il resto”: è il percorso in atto a Verona, con deresponsabilizzazione dei più, che volenti o no a lui si affidano. Tra qualche anno vedremo i danni che ne conseguono. I personaggi super o costruiti come tali lasciano quasi sempre macerie.

Resta la domanda: chi ha costruito Flavio Tosi? Con quali motivazioni? Per quali obiettivi?

Prima o poi lo sapremo. Una pista può aiutarci a capire: l’approvazione, da parte del Comune, del Piano degli Interventi con gli enormi interessi economici che ne accompagnano la realizzazione. Basta ripercorrere i fatti e i misfatti dell’edilizia in Italia negli ultimi 50 anni.

Tito Brunelli

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