Politica e bene comune

Lettera a L’Arena non pubblicata.

1) Mio papà Giuseppe era piccolo vicesindaco di un piccolo Comune (Velo Veronese). Ne seguiva tutto l’impegno amministrativo. In famiglia ripeteva: “Per gli anni in cui io sono in Comune, amici, parenti e familiari devono restare lontano dagli affari economici comunali. Nessun deve pensare a un qualsiasi vantaggio per il fatto che io sono in Amministrazione”.

2) Scuola materna in via Pirandello (quartiere Stadio): intorno ci sono tre spazi non edificati. Il “Piano degli Interventi” del Comune prevede in essi tre condomini di 7 – 8 piani. Uno di questi spazi è di proprietà della famiglia Paternoster. Paolo, uno dei Paternoster, è segretario provinciale della Lega Nord e, per conto dell’Amministrazione Tosi, presidente di AGSM, la più importante azienda pubblica della città. Dice che la domanda di costruire è stato accolto dalle Amministrazioni precedenti: non è dono dell’Amministrazione Tosi.

Mio papà gli direbbe: “Farai quello che ti è concesso quando tu non ricoprirai gli incarichi attuali e quando a governare Verona saranno altri. Nessuno deve neppure lontanamente sospettare che tu ti avvali della politica per il tuo interesse privato: ne va di mezzo il valore della politica e la fiducia dei cittadini in chi amministra”.

2a) Garda. Il Consiglio comunale approva il PAT. La capogruppo dell’opposizione critica Davide Bendinelli, capogruppo di maggioranza e consigliere regionale PdL: “E’ scandaloso che i cugini Davide a Mario Bendinelli abbiano votato un piano che riguarda terreni di papà e zia: potranno essere trasformati da agricoli a edificabili. Il documento, di carattere generale, indica le aree che un giorno potranno divenire edificabili”. Smentisce Davide Bendinelli: “Nessun atto dice che quelle aree diventeranno edificabili. Il PAT dà indicazioni generali per una trasformazione possibile un domani. La mia famiglia possiede terreni in una di queste zone, ma non vuol dire che ci vogliamo costruire. Finché io sarò in Amministrazione, questi terreni verranno trasformati in edificabili. Non ci interessa: sono terreni ereditati cento anni fa da mio nonno e che vogliamo mantenere agricoli”.

Tiro la conclusione logica (spero sia la scelta di Bendinelli): “Quei terreni resteranno agricoli. Li togliamo dalle aree che potranno essere trasformare. Oppure chiederemo che siano trasformate quando io non sarò più in Amministrazione”. Si sa come vanno queste cose: se un terreno diventa trasformabile, all’edificazione ci si arriva. Lo mostra il recente Piano degli Interventi del Comune di Verona: le aree che il PAT di Zanotto-Uboldi prevedeva trasformabili non sono diventate spazi per l’aggregazione, per il verde, per i servizi: sono diventate edificabili, per far soldi. Forse a Garda non si edificherà per gli anni in cui Bendinelli è consigliere. Ma poi?  Preoccupa che chi pensa e agisce così sia candidato a guidare il Popolo delle Libertà sia a Verona sia in Regione.

2b) Legnago. De Lorenzi Maurizio, segretario della Lega Nord e assessore, indica il figlio Matteo (22 anni, studente universitario) per il Consiglio di Amministrazione della casa di riposo.

Raganà Maurizio, del Popolo delle Libertà, presidente del Consiglio comunale, fa lo stesso: suo figlio Luca (28 anni, studente universitario) è consigliere dello stesso CdA. Tutti due con stipendio.

Genitori e loro partiti: servitori del bene comune o ‘razza padroni’?

2c) Gianluigi Soardi. Il sindaco Tosi lo ha voluto Presidente di Azienda Trasporti Verona (ATV) e Sindaco di Sommacampagna: due stipendi. Che fa il Gianluigi? In ATV si comporta da padrone: usa auto e telepass dell’azienda come se fossero suoi: per andare in ferie con la famiglia; per viaggi suoi e di moglie e figli. Si fa rimborsare spese non sostenute e tante cose del genere. Poche migliaia di euro. Non sta qui il problema. Preoccupa, soprattutto negli eletti della Lega Nord, la concezione dell’impegno politico-amministrativo. Si sentono dei super; utilizzano il ruolo pubblico per il proprio sentirsi arrivati. E’ la sbornia del potere: “Io ho preso i voti. Faccio ciò che mi pare”.

Soardi, condannato in primo grado a tre anni e due mesi di carcere, lascia l’incarico in ATV, ma resta Sindaco di Sommacampagna. Va in ferie un mese; raramente si fa vedere, non amministra. La maggioranza (Lega Nord, PdL, lista civica) procede senza di lui.

Gli esempi potrebbero continuare. Gli ateniesi antichi dicevano che la politica è cura e coltivazione della città. Per molti politici ‘nuovi’ diventa, fin dalle piccole cose, ricerca, esaltazione e sbornia del potere, a vantaggio di chi lo conquista. E’ il proprio sentirsi grande: la vittoria sulle proprie insicurezze.

Papà Bepi, prega il Padre perché rientriamo in noi stessi e recuperiamo la nostra dignità!

Tito Brunelli

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