Piano degli Interventi

da “Piano degli Interventi 2011” (5)

Autunno 2011: finalmente l’Opposizione si fa sentire. Per battersi con frutto, bisognava partire quattro anni fa.

Partito Democratico:

– La filosofia di fondo del piano è condivisibile. Bene le compensazioni. Passando all’attuazione pratica cambia tutto: mancano uno studio urbanistico approfondito e un organico piano urbanistico e dei servizi. Non si prevede il potenziamento del trasporto pubblico. Ci viene presentata una serie di francobolli, senza un disegno complessivo: un contentino a molti, a scapito della qualità della vita, del verde e della programmazione del territorio. Siamo di fronte a colate di cemento.

– L’idea di Verona è a rischio. Il P.I. non risolve i problemi: è una massiccia cementificazione: dove il PAT prevede spazi verdi ora è permesso edificare. Si prevede consumo di campagna e di aree di servizio in ogni quartiere, con l’aggressione a zone delicate, come Poiano e Montorio. E’ la logica del “accetta il cemento e avrai l’asfalto”, a scatola chiusa.

– Si consuma quasi tutta la potenzialità edificatoria del PAT.: scelta che porta a quartieri fantasma a fianco di quelli già esistenti.

– è spropositato il numero di mq di commerciale a Verona Sud (con 12 torri): trasformano la zona in quartiere dormitorio o by night.

– Inqualificabili le “sanatorie” che trasformano in appartamenti immobili destinati a poliambulatori.

– Il Piano dà per scontato che la popolazione cresca di 25.000 abitanti, mentre è in calo o stazionaria (grazie agli immigrati): è la scusa per costruire, anche se non ce n’è bisogno.

– Grave indice di un modo di concepire la politica è che i Consiglieri di Circoscrizione non hanno avuto il tempo di esaminare i progetti del P.I.

Perché alcune proposte di intervento sono state accolte e altre no?

Una nota di conferma, da parte di Tito Brunelli.

Ero presente la sera in cui, in III^ Circoscrizione, si è riunita la Commissione che avrebbe dovuto valutare le scelte del P.I. nel suo territorio. Nonostante il tentativo di difesa dell’Amministrazione comunale da parte del Presidente (gli altri Consiglieri di maggioranza assistevano muti e scocciati), è stato evidente che solo il Presidente stesso era parzialmente informato sulle conseguenze del piano nel territorio circoscrizionale.

Alla prova dei fatti, l’Amministrazione leghista, cosiddetta vicina alla gente, si è mostrata chiusa al suo interno, con unico interlocutore i proprietari e gli imprenditori interessati.

Settembre 2011.  Il P.D. attacca l’Amministrazione sul Prusst: Piano di riqualificazione urbanistica e di sviluppo socio sostenibile di aree tra l’ex Mercato Ortofrutticolo e Tombetta. Tre anni fa, la “Costruttori Veronesi spa” ha fatto causa al Comune chiedendo di essere risarcita in quanto aveva acquistato, per costruirvi appartamenti, due dei 4 lotti del Prusst per 16,7 milioni (8 per il lotto 1 e 8,7 per il lotto 2) in previsione della mai attuata riconversione dell’intero comparto con il Polo Finanziario. La spa vuole circa 11 milioni, come risarcimento; il doppio della caparra da 5.529.000 euro, pagata dal Comune. Gli altri due lotti sono stati comprati, dal Comune, dall’impresa di Andrea Marani, per 7,3 milioni (i lavori per nuove case sono cominciati) e da ATER: 5,5 milioni per edilizia residenziale pubblica.

Il PD lancia l’allarme conti in base a una lettera dell’Avvocatura civica: “Le nuove case della “Costruttori Veronesi” si trovano di fronte il deserto (il parcheggio a raso della Fiera), al posto di Polo Finanziario, parco, centrale di rigenerazione, una strada in galleria e un polo culturale. Ecco perché ha fatto marcia indietro”. L’avvocatura civica non garantisce l’esito favorevole del giudizio in corso e propone di restituire la caparra, puntando a riottenere i lotti, anche perché potrebbe essere contestato all’Amministrazione il non aver attuato il Prusst”. Conclude il P. D.: “Il Comune ha già ricevuto dal Ministero dei lavori pubblici 4 milioni per il Prusst, spesi quasi tutti per fare progetti; li avrebbe ottenuti se il piano fosse stato fare un parcheggio a raso invece che un polo bancario e un parco?”. Il Comitato di vigilanza dovrebbe verificare l’uso di quei soldi. Ci sarebbero stati 16,7 milioni da utilizzare. Non ce ne sarà neanche uno, per scelte sbagliate del Comune. “Progettavamo Polo Finanziario, Prusst e palazzine. Abbiamo un pugno di mosche e penali da pagare”.

Nota di Tito Brunelli. Il dibattito sul Prusst si è svolto in Consiglio comunale ai tempi dell’Amministrazione Sironi. Fanno impressione la lentezza del dibattito politico e delle decisioni e il fatto che quasi tutti i finanziamenti dello Stato sono stati spesi per fare progetti, nessuno dei quali è stato realizzato. Qualcosa non va nell’impostazione.

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