Piano degli Interventi

da “Piano degli Interventi 2011” (4)

Chi capisce bene quanto succede è il presidente dei Costruttori Andrea Marani

Egli ripete da anni che “la politica non dà risposte. Cerchiamo di farle capire che la crisi si combatte partendo dal rilancio delle costruzioni, ma non fanno niente. Il mondo dell’economia è bloccato. Noi costruttori non sappiamo più cosa fare. Negli ultimi tre anni, nel Nord Est, circa 30 imprenditori si sono suicidati”.

Ora Marani si complimenta per il P.I.: “E’ primo passo. Non chiamateci palazzinari. Vogliamo Verona bella, in tempi veloci; con l’aiuto di tutti, possiamo riuscirci. Nel passato si è cementificato troppo e male; eravamo nel dopoguerra e mancavano mezzi e conoscenze che oggi ci sono: occorre demolire e ricostruire bene, pensando alla persona e al sociale. Non è pensabile oggi un condominio o una palazzina uffici senza palestra, senza spazi per conferenze e zone a misura di bambino. Chiediamo agli istituti bancari e all’economia di darci i soldi per partire. A Verona, come solo a Milano e Roma, abbiamo le sedi di due tra i più importanti istituti di credito, una Fondazione e una grande assicurazione: devono dare il denaro per far partire l’economia. E’ occasione da non perdere. Le istituzioni facciano la propria parte: opere pubbliche, infrastrutture, eliminazione della burocrazia inutile”.

* Marani risponde a chi fa presente che la marea di appartamenti che sorgeranno in città rischia che l’offerta di case superi ampiamente la domanda: “Guardando ai numeri l’offerta può apparire eccessiva; non lo è se pensiamo a una strategia. Prima o poi, secondo le nostre previsioni, in città mancheranno circa 2.000 alloggi. Dovremo ristrutturare, demolire e ricostruire edifici e palazzine vecchi e senza ascensori, soprattutto nel centro storico. Durante i lavori chi abita quelle case dovrà trasferirsi altrove. C’è poi bisogno di case per immigrati, per le forze dell’ordine, per impiegati provenienti da altre città che lavorano qui. Il P.I. darà una risposta significativa a queste esigenze. E’ importante che, una volta dato il via libera ai progetti, si possa costruire rapidamente senza che la burocrazia rallenti tutto. Bisogna pensare alle infrastrutture se si vuole qualificare la città. Questo ambizioso programma urbanistico deve procedere gradualmente: Verona è città storica, tra le più importanti d’Italia, ma deve darsi una nuova immagine nei quartieri e nelle zone che non sono centro storico. Ottima l’idea dell’Amministrazione di trasformare corso Porta Nuova in boulevard di accesso alla città. A Verona Sud serve una programmazione costante. Io non partirei dai grandi interventi che portano tanti uffici o centri commerciali, ma rischiano di diventare cattedrali nel deserto. Meglio cominciare da interventi più contenuti: nuove case, uffici e negozi, belli e dignitosi, senza per forza ricorrere alla firma dei grandi architetti”.

Al Pestrino un esempio per tutto il P.I.

L’area adiacente al monastero delle suore cambia volto: casette a schiera per 55 famiglie; mono – bi e tri familiari, con pannelli fotovoltaici sul tetto e pompe di calore per immagazzinare e risparmiare energia. Sono previsti una rotatoria, un parcheggio, un parco pubblico, una pista ciclabile e pedonale. Il privato costruisce e ristruttura a vantaggio del Comune.

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