Piano degli Interventi

da “Piano degli Interventi 2011” (3)

L’assessore all’Urbanistica Giacino  dice un’altra piccola parte della verità.

I cittadini hanno la possibilità di capire?

“Finalmente, dopo 50 anni dall’ultimo Piano Regolatore Generale, nei prossimi 10 – 20 anni, siamo in grado di dare un nuovo assetto al territorio. Le opere di compensazione pubblica, per 145 milioni, consentono di progettare lo sviluppo di Verona e di risolvere molti problemi esistenti, sanando carenze nei quartieri e correggendo errori. Gli indici di edificabilità saranno più bassi che nel passato. L’80% degli interventi sarà su aree da riconvertire. I privati dovranno vincolare la metà dell’area assegnata a verde e servizi, alla piantumazione di alberi e all’utilizzo di sistemi di bioedilizia. Sarà costruito il 47% di quanto consente il Piano di Assetto del Territorio (PAT) della Giunta Zanotto.

Il P.I. difende il territorio grazie all’approvazione contestuale del Piano dell’Ambiente, a difesa di tutte le zone sensibili della collina e dell’Adige; a tutela dei siti di interesse comunitario (SIC) e all’approvazione del nuovo Piano regolatore delle piste ciclabili. Tutela in particolare il patrimonio faunistico con una rete ecologica a difesa del territorio. Ci saranno nuovi alberi.

Il P.I. sarà un incentivo importante alla ripresa economica nel settore dell’edilizia, in un momento che tutti sappiamo delicato e difficile.

Uno studio ha catalogato 4.500 unità abitative nel centro storico maggiore; 2.000 nei centri storici minori; 180 corti rurali; 1.200 edifici storici e liberty, definendo il grado di intervento consentito.

A chi ritiene inutile costruire nuove case perché, dati anagrafici alla mano, la popolazione veronese, negli ultimi 10 anni, non è aumentata di molto, dico che sarà il mercato a autoregolarsi. I nuovi appartamenti resteranno sfitti? Con questa crisi nessun costruttore inizia un’attività se non è sicuro di vendere. Sono sicuro che gli stabili edificati saranno meno di quelli richiesti. Dare dei palazzinari ai costruttori e all’Amministrazione fa cascare le braccia. Chi lo dice come pensa di affrontare la crisi, forse con le case di marzapane? Questo piano conserva la filosofia dell’interesse pubblico e ascolta il privato alla luce del sole”.

Una domanda all’assessore Giacino e a tutti i Veronesi: se in città ci sono migliaia di case non abitate, in base a quali esigenze, studi o ricerche si decide di costruire ancora? Solo perché c’è bisogno di creare lavoro, che comunque è limitato nel tempo? Non è meglio programmare iniziative che garantiscano nuove possibilità lavorative, soprattutto per i nostri giovani?

L’assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti :

“Facciamo lavorare, a rotazione, le imprese veronesi nelle opere di compensazione pubblica previste dal P.I. Attenzione a non snaturare il P.I. con emendamenti che potrebbero metterne in discussione l’impianto e i principi. Delle centinaia di domande presentate, alcune sono state approvate e altre respinte sulla base di motivazioni tecniche; è pericoloso che siano apportate modifiche su presupposti differenti: chi non si è visto approvare un progetto potrebbe chiedersi cosa è avvenuto e cosa è cambiato. Consiglio di non prorogare di anni i tempi di attuazione. Visto il momento di crisi è opportuno realizzare subito le opere e monetizzare subito gli interventi di compensazione. Diversamente il rischio è di non ottenere gli effetti dovuti”.

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