Piano degli Interventi del Comune di Verona

da “Piano degli Interventi 2011” (2)

Giugno 2011. La Giunta approva il Piano degli interventi (P.I.), cioè, nelle intenzioni, un grande progetto di riqualificazione urbanistica di siti abbandonati e di costruzione di case, alberghi, uffici, negozi. Il piano riguarda anche aspetti regolativi legati al paesaggio, alla tutela ambientale, alle piste ciclabili, alle colline.

Settembre 2011. Il Consiglio comunale dà il via libera al P.I.

Sono seguiti 60 giorni per le osservazioni: ne sono pervenute 1.235: 208 sono state accolte; 288 le accolte parzialmente. Sono 705 quelle non accolte.

P.I. e osservazioni torneranno nella Commissione consiliare e poi in Consiglio comunale per il voto definitivo, si dice, entro l’anno 2011.

Dovranno poi passare altri 120 giorni per l’entrata in vigore.

Le iniziali manifestazioni di interesse di privati erano 700 circa; di esse 418 sono state dichiarate accoglibili. I progetti votati sono 300, di cui 280 già firmati da proprietari e Comune, con l’impegno di attuarli. In cambio i titolari degli interventi finanzieranno circa 400 opere pubbliche nei quartieri.

Il sindaco Tosi spiega le novità del Piano: dice parte della verità; parla poco dell’enorme edificabilità che cambierà il volto della città, secondo scelte di privati.

“Un tempo, con il Piano Regolatore Generale, il Comune arricchiva qualcuno regalandogli una nuova destinazione urbanistica delle sue aree. Il nostro piano non sarà strumento per regali a destra e a manca; ridisegnerà il volto di Verona secondo criteri di sviluppo urbanistico.

Novità: gli interventi di trasformazione di un’area saranno realizzati da privati che, oltre agli oneri tradizionali, verseranno cifre notevoli per realizzare opere pubbliche, il cui costo una volta era a carico del Comune. Chi abita nella zona degli interventi ne avrà beneficio diretto e subito visibile perché le opere si realizzeranno sul territorio. Il piano non erode aree agricole; trasforma zone abbandonate e riconverte ciò che oggi è dismesso o si trova in una zona in cui non vuole rimanere. Asse portante del piano è il “do ut des” tra pubblico e privato: ogni nuovo intervento, dal grattacielo alla piccola sistemazione edilizia, paga le opere di urbanizzazione, un “contributo di sostenibilità” e realizza opere pubbliche nel quartiere dell’intervento stesso. Il Comune conta di raccogliere, nell’arco di anni, circa 145 milioni da spendere nelle Circoscrizioni interessate agli interventi edilizi, con opere pubbliche di compensazione vicino alle aree dove i privati realizzano i progetti: iniziative private a beneficio del territorio. Si prevedono, nei quartieri, strade, marciapiedi, impianti sportivi, parchi, piste ciclabili, verde, parcheggi, asili, pagati dai 280 proprietari privati dei piani di recupero edilizio, come compensazione pubblica per i progetti che attuano.

Conseguenza: via libera in tutta la città a case, hotel, negozi, alberghi, uffici, al posto di capannoni dismessi e di complessi residenziali e commerciali da riconvertire. Tutti i quartieri troveranno benefici in termini di qualità della vita.

Con il P.I. realizzeremo una delle promesse più importanti fatte ai Veronesi: il nuovo strumento urbanistico per trasformare in meglio i nostri quartieri”.

In vista dell’approvazione definitiva del P.I. il sindaco Tosi parla del ruolo positivo che ci si attende dal sistema bancario nella fase attuativa del Piano: “Se serviranno interventi particolari, li faremo, magari anche in sintonia col Prefetto e con le due grandi banche cittadine, per favorire una migliore azione da parte del sistema creditizio”.

Una domanda al Sindaco e a tutti i cittadini: abbiamo le idee chiare sulle conseguenze del P.I. nella nostra città? Bene le opere compensative, ma dove collochiamo nei prossimi 10 – 20 anni, 280 cantieri, in parecchi casi di notevoli dimensioni, in una città già troppo edificata?

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