Il fallimento della Lega Nord nei Comuni del veronese

da “Un viaggio nella Lega Nord” (2)

Domenica 6 novembre. Trasmissione televisiva “Che tempo che fa”. Il ministro Maroni risponde a Fabio Fazio: “Noi della Lega siamo persone serie”. E’ il Popolo delle Libertà che deve risolvere i suoi problemi. “Noi prendiamo le nostre decisioni perché sono giuste, non perché ci fanno guadagnare voti”.

Purtroppo non è vero. Ancora una volta ci ingannano.

Il fallimento della Lega Nord nei Comuni del veronese lo vediamo partendo dal Comune di Bovolone.

Giugno 2009. Riccardo Fagnani, della Lega Nord, è eletto Sindaco di Bovolone. Nell’unica lista “Bovolone Protagonista” cinque sono gli eletti della Lega e sette sono espressione civica.

Novembre 2009.   La “reginetta di bellezza” lascia la maggioranza Beatrice Mantovani, consigliere della Lega Nord, descritta dai colleghi di partito come capricciosa, smorfiosa e vanitosa, si vede togliere le deleghe a Pari Opportunità e Affari comunali. Motivazioni del Sindaco: “Approfitta dell’essere l’unica donna per forzare i rapporti. Si pavoneggia a reginetta di bellezza quando tutti gli altri vogliono dare un’immagine di serietà e professionalità. Si è incrinato il rapporto di fiducia”. Gli ex amici non hanno gradito l’intervista a una emittente locale, nella quale sottolineava l’aspetto fisico rispetto all’intelligenza.

La Mantovani: “Non è male partecipare a concorsi di bellezza. “Miss Padania” non ha danneggiato il partito. La voglia che avevo di raccontarmi ai cittadini ha provocato invidie e gelosie. La maggioranza è orgogliosa di essere al top del maschilismo. Ho consegnato la lettera di dimissioni dalla sezione locale della Lega Nord, ma non lascio il Consiglio comunale. Resto leghista: nelle mie vene scorre sangue verde padano. Non mi trovo però d’accordo con alcune decisioni del Sindaco e della Lega locale. Ho sempre esposto al partito le mie proposte e iniziative. Avrei dovuto stare zitta e dire solo sì. Certe donne, oltre a fare le modelle, sono in grado di gestire compiti importanti e hanno un’ottica diversa rispetto agli uomini, più conciliante. Desidero essere rispettata come donna”.

Molti in paese la pensano come lei. In Consiglio, conquista il numeroso pubblico.

Il segretario provinciale Matteo Bragantini: “La consigliera si è auto esclusa dal partito con una lettera di dimissioni: non si può più considerare un politico della Lega”.

 

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