Enti economici veronesi (6)

Banco Popolare: riuscirà a riprendersi dopo il grande tonfo e a conservare autonomia e libertà decisionale?

Aprile 2011. Lodi. Assemblea dei soci all’insegna dell’ottimismo, dopo annate difficili. Malumori per l’andamento del titolo, appena sopra i due euro. Nel 2010 l’utile netto è di 308 milioni. Per Pier Francesco Saviotti, amministratore delegato, Banco Popolare è solido e ha superato la fase critica. I soci incassano 3 centesimi di dividendo per azione: “modesto, ma non insignificante” (Carlo Fratta Pasini). Saviotti: “Abbiamo mezzi e competenze per superare i retaggi di un passato tormentato e incerto (segnato dai più gravi scandali della storia recente delle istituzioni creditizie italiane tra cui la sconsiderata avventura della Popolare di Lodi, che Banca d’Italia ha contribuito a collocare sotto l’ombrello del Banco dopo la folle estate 2005 volta a scalare Antonveneta). Nel 2013 si possono rivedere utili interessanti”. Nel maggio 2008 i  centesimi pagati sono stati 60 e il titolo era oltre quota 20 euro, mentre nel giugno 2011 veniva scambiato a 1,5 euro.

Fine giugno 2011. Il nuovo Piano industriale propone il ritorno ai territori come modello popolare attento alla clientela e alla piccola e media impresa. Si opererà per la valorizzazione dei dipendenti e attenti alla clientela. Obiettivi: intercettare 250.000 nuovi clienti, rendere efficiente il modello, razionalizzare e semplificare la struttura del gruppo per abbassare i costi. Si profila la fusione in una banca unica, con conseguente riduzione di CdA e di costi, mantenendo vivi i marchi come contatto con il territorio, con un aumento di poteri dei direttori di filiale, “punto di riferimento locale”. Le agenzie saranno 140 in meno; l’organico diminuirà di 1.120 persone, senza forzature; resteranno 18.808 dipendenti; 900 persone si dedicheranno ad attività commerciali;  il 50% del patrimonio immobiliare sarà venduto entro il 2013, per circa 500 milioni.

*A queste notizie il titolo in Borsa guadagna due punti.

*8-7-11. Venerdì nero in Borsa. Tonfo sotto i colpi della speculazione finanziaria internazionale. Banco Popolare viene sospeso per eccesso di ribasso. Chiude a – 6,46.

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