Enti del Comune di Verona: quanto ci costano!!

da “Il bilancio del Comune di Verona per il 2010 e per il 2011″ (9)

Bilanci e costi della politica. I soldi sono pochi?

Domanda: perché quelli che ci sono si spendono nei modi che seguono?

Enti del Comune di Verona: quanto ci costano!!

Alla guida degli enti comunali, importanti nella vita e per le tasche di noi cittadini, ci sono politici nominati dai politici. Quanto ci costano! Alcuni dati:

– Ottobre 2008. Giovanni Frigo, appena nominato presidente di Agsm Energia, aumenta i compensi a se stesso e ai membri del CdA e spende fior di quattrini per abbellire il suo ufficio.

– Anno 2010. La spesa del personale AMIA (casa) aumenta di 2.130.000 euro rispetto al 2009.

– Gennaio 2011. L’appena nominato presidente dell’ente inutile AMT assume la ‘sua’ segretaria di fiducia, accanto a quella già presente. Due segretarie – doppia spesa. Tutti zitti.

– Alberto Giorgetti (PdL): “Bisogna accorpare le aziende pubbliche, a partire da Agsm e Amia.

E’ colpevole che ci siano tre aziende per i trasporti pubblici (Atv, Amt, Aptv), con tre CdA”.

– Anno 2010. Amia nomina Alfonsino Ercole nuovo direttore, per le ‘grandi strategie’, al posto di Cigolini, ora a Agsm. Ma resta un co-direttore: Ennio Cuzzolotto, con compiti operativi e gestionali. Mai successo. La consigliera ex AN Crisafulli chiede lo stipendio dimezzato per i due: “Perché paghiamo due direttori?”. Vince la Lega, quella di “Roma ladrona”: li paghiamo.

– Novembre 2010. Battaglia in Giunta sugli stipendi di direttori e vice di Agsm, Amia, Atv, Verona Mercato: in Regione sono stati tagliati del 5%. Massimo Giorgetti chiede una sforbiciata agli stipendi e di cancellare i premi annuali. Si oppongono l’assessore agli enti Enrico Toffali, la Lega Nord, la Lista Tosi, Flavio Tosi in prima persona: “I massimi dirigenti degli enti cittadini, tranne due (Cigolini-Agsm e Ercole-Amia), hanno un contratto a tempo indeterminato, non soggetto a modifiche unilaterali e frutto di contrattazione collettiva”. Decisione: taglio del 10% per Cigolini e Ercole, solo sullo stipendio fisso, non sui premi annuali di risultato.

Nota: Amia ha appena raddoppiato i direttori e Agsm ha triplicato i CdA.

– Dicembre 2010. Uboldi: “Il presidente Paternoster ha azzerato il fondo di riserva di Agsm, il salvadanaio dell’azienda a sostegno degli investimenti, consegnando l’ultimo milione al Comune. L’Amministrazione Tosi, in tre anni, ha arraffato dal fondo di riserva 20 milioni accumulati negli anni. Tra il 2002 e il 2007 (giunta Zanotto) Agsm ha accantonato circa 32 milioni e il Comune non ha toccato il fondo di riserva. Dal 2007 al 2009 il Comune ha prelevato tutti i 18 milioni di utile e ha prosciugato il fondo di riserva per altri 18 milioni. Totale: 36”.

Risponde Agsm: il fatturato del 2010 è di 564 milioni, in ascesa del 5% rispetto al 2009. In ascesa anche i costi di produzione: 24 in più sul 2009. Il netto è di 23 milioni. Agsm Energia poi fornisce 1.400 Comuni e 96 Province per un totale di 355.000 clienti. Gli investimenti sono aumentati da 42 a 43 milioni, 15 per le energie rinnovabili, gli altri per ristrutturare vecchie centrali”.

Però la fornitura al Comune di Verona va in gara: l’Amministrazione pensa di rifornirsi presso altre aziende, abbandonando la sua? Un rischio è dietro l’angolo: aziende provenienti da altre città offrono gli stessi sevizi di Agsm a costi notevolmente minori. Agsm è concorrenziale?

– Dicembre 2010. Mauro De Robertis, consigliere comunale, pone la questione delle assunzioni negli enti partecipati: quante sono state in Agsm, Amia, Amt negli ultimi tre anni e con quali modalità? Di quali figure professionali si tratta? I criteri sono rigore e merito, trasparenza e imparzialità? Sono assunzioni per chiamata diretta (circolano notizie in tal senso) o per concorso pubblico? Occorre evitare le parentopoli che emergono a Roma, Milano, Palermo, …

– Procede con fatica la mozione del Consiglio comunale del marzo 2009 per “ridimensionare in diminuzione” le indennità dei Consiglieri di Agsm, Amia, Amt, Agec. Sardos Albertini: “Se vogliamo persone qualificate alla guida di un ente è giusto remunerarle adeguatamente”.

* La crisi economica dovrebbe portare a risparmiare. Ma i dirigenti politici degli enti guadagnano molto e i funzionari  anche di più. Il bilancio comunale stanzia cifre crescenti per gli stipendi dei dirigenti comunali: nel 2007 quelli con contratto a tempo determinato erano 7; nel 2008 diventano 14. In totale i dirigenti diventano 62, di cui 44 a tempo indeterminato (spesa: 3.644.755) e 14 a tempo determinato (spesa: 867.721). Di questi, 9 erano già dipendenti comunali, pagati 356.876 euro. I quadri passano da 164 a 175: costano 150.000 euro in più dell’anno scorso. Circa 3.000 sono i dipendenti (più o meno, in proporzione, rispetto a quelli di Napoli?), per un costo di 107 milioni.

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