Questione demografica – Verona: ieri, oggi, domani (6)

Considerazioni sui dati demografici

3) Gli anziani saranno molti; vivranno più a lungo e meglio, diversi da oggi: autonomi e attivi. Dopo la fine del lavoro avranno circa 20 anni di vita attiva: una risorsa.

Ciò non cancella l’altra faccia della realtà: oggi il 38,8% dei residenti in Italia dichiara una patologia cronica (artrosi – artrite, ipertensione, diabete, …). La percentuale sale all’86,9% per gli ultra 75enni.

4) “Dietro a una bassa demografia sta una grave catastrofe culturale” (cardinale Bagnasco).

Come saremo tra 20 anni? In Italia saremo 62 milioni, grazie agli immigrati: un milione di giovani in meno e circa un milione di ultra 80enni in più. Nel Nord ricco la popolazione aumenta del 7%. Squilibrio demografico ed economico evidente.

Serviranno lavoratori e 120 miliardi per ridurre il debito pubblico. I giovani tra i 18 e i 34 anni diminuiranno: dai 12 milioni del 2010 ai quasi 11 nel 2020. I bambini sotto i 14 anni caleranno di un punto. Gli ultra 65enni nel 2030 saranno un quarto della popolazione. Oggi sono un quinto.

5) Angela Merkel dichiara il fallimento delle politiche dell’integrazione. La questione immigrati è oggi problema politico di prim’ordine. Si riparte dal riconoscimento degli errori fatti, alla ricerca della svolta necessaria. Gruppi e partiti anti immigrati sorgono come funghi; i partiti tradizionali induriscono l’approccio. Si procede verso politiche selettive, con rigorosi filtri all’ingresso. Sono evidenti le incertezze su come fronteggiare il problema, di fronte anche a opinioni pubbliche rigide.

Si parla di assimilazione, cioè del tentativo di far sì che chi arriva abbracci l’identità, la cultura e la religione di chi ospita. In base a quali principi e con quali prospettive?

C’è chi punta sul multiculturalismo, come autogoverno e tutela delle singole comunità, verso una società segmentata, divisa in tante identità che coesistono.

La terza strada, difficile e impegnativa, è quella del confronto serrato tra culture, religioni e stili di vita, con la decisa volontà dell’incontro.

Assilla molti la questione Islam: se cresce eccessivamente, può imporre forti trasformazioni delle regole della convivenza. Se due grandi civiltà (quella europeo-cristiana-liberale-democratica e quella islamica) convivono, condividendo territorio e politica, cosa può succedere? Dipende molto dall’evoluzione storica. Se prevarranno i fondamentalismi, non mancheranno tensioni e conflitti. Se si esaurisce la spinta fondamentalista, nasceranno esperimenti inediti. La democrazia può favorire l’adesione dei musulmani immigrati alle regole della società aperta e libera?

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