Questione demografica – Verona: ieri, oggi, domani (5)

Il punto sulla demografia

(Giancarlo Blangiardo, ordinario di demografia a Milano Bicocca)

Il punto demografico di non ritorno è vicino. Senza una netta inversione nelle politiche di sostegno economico e fiscale alle famiglie, l’inverno demografico porterà alla glaciazione. Pochi bambini oggi significa ancora meno mamme domani. Non basterà nemmeno se faranno 4 figli. E’ evidente l’incapacità delle popolazioni europee di garantire il ricambio generazionale. Non risolveremo tutto importando capitale umano. Rischiamo di far saltare l’equilibrio. Quando in Italia nasceva un milione di bambini, 25 anni dopo c’era mezzo milione di potenziali madri. Tra 25 anni le mamme saranno 250.000: o faranno quattro figli a testa oppure i numeri dei nati saranno inconsistenti. E già oggi l’Europa è un vecchio continente, con più anziani che giovani.

Quali cure?

Innanzitutto economiche: un figlio costa ed è tutto a carico della famiglia. Poi la compatibilità tra maternità e lavoro. Poi i servizi: ad esempio, basta liste d’attesa al nido. In Italia servono 16 miliardi. Non ci sono. Basta partire, con un piano: andare in una direzione, come in Francia (sono al 2 figli per donna).

Ma i governi europei non si rendono conto del problema che esplode; hanno una visione limitata, a breve termine. Non bastano politiche settoriali o programmi per i membri delle famiglie come ‘individui’; è necessaria una strategia che riconosca il gruppo familiare come luogo affettivo, educativo, economico e sociale; dunque legislazioni che non parlino più solo in termini di individui, ma di persone che vivono in una famiglia.

L’Europa deve continuare la sua storia, preziosa per tutta l’umanità. L’Occidente oggi vive l’attimo: la sua prospettiva lunga si è interrotta in uno sguardo breve, incurante di quello che lascerà di sé, a cominciare dai figli. Come se ci si fosse collettivamente scordati che la vita è un compito, un seminare, un generoso sfruttare i talenti avuti.

Non tutto è riducibile a dimensione economica. Mancano l’entusiasmo, l’energia per cui si è pieni di gioia e di speranza per assumere responsabilità per la vita e per lavorare per il bene di tutti.

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