Bilancio della Regione Veneto 2011. Stefano Valdegamberi

da Regione Veneto, bilancio 2011 (6)

Stefano Valdegamberi, il maggiore oppositore

Ottobre 2008.

Ai  ministri: “Conoscete la virtuosità del Veneto nel sociale. Non si possono mandare a morte i servizi conquistati. Non facciamo scendere in piazza le famiglie per i diritti per la cui tutela siamo stati eletti. Non vogliamo un risanamento economico che tagli la spesa per le persone più deboli. Sarebbe la morte civile del nostro sistema sociale. Il terzo settore attua la sussidiarietà nel gestire i servizi alla persona abbattendo la spesa pubblica. Le famiglie sono primo attore dei servizi sociali, garantendo cure domiciliari per i non autosufficienti. I fondi per servizi alla prima infanzia, alla famiglia, alle politiche giovanili, alla non autosufficienza non ci sono più. Per i 550 asili e le 1200 materne il fondo, già ridotto del 40%, viene azzerato.

Ottobre 2010.

I tagli romani fanno rischiare il collasso alla rete sociale veneta. Spaventa l’azzeramento del fondo per la non autosufficienza, il cui bilancio era di 90 milioni: i 32 stanziati e i 60 prelevati dal fondo sanitario. Le famiglie vedranno i contributi ridotti di un terzo. La Regione finanzi la assegni di cura, assistenza domiciliare, servizi di sollievo per curare in famiglia gli anziani; altrimenti moltiplicano i costi: più richieste di casa di riposo e più accessi in geriatria, che costano 400 euro al giorno. I fondi per  le politiche della famiglia (famiglie numerose e consultori) passano da 15 a 4 milioni. Zero alle politiche giovanili.

Novembre 2010.

Nel 2005 Giulio Tremonti, ministro dell’economia, disse: “Il terzo settore è la speranza per produrre, con costi limitati ma con effetti moltiplicatori quasi illimitati, servizi sociali di cui abbiamo e avremo sempre più bisogno. Valorizzarlo non è quindi un costo per lo Stato, ma un investimento. Deducibilità delle donazioni e 5 per mille sono ispirati a questo rivoluzionario principio: trasferire quote di potere dallo Stato alla società”.

Il provvedimento in discussione, invece, taglia le gambe al terzo settore; è schiaffo al principio di sussidiarietà, a repentaglio per i minori trasferimenti alle Regioni da parte del governo.

Dicembre 2010.

Discutendo il bilancio faremo nostre le preoccupazioni delle associazioni storiche dei disabili, riferimento e garanzia di servizi indispensabili. La Giunta finanzia comunicazione e  rappresentanza istituzionale di Zaia. Le Associazioni insistono: “Mezzo milione è poco. Le associazioni sono fiore all’occhiello del sociale veneto. Dei tagli fanno le spese i deboli: saranno dimezzati gli assegni di cura, supporto alle famiglie che assistono in casa anziani e disabili. Non si possono ridurre i fondi per i servizi alla prima infanzia e dimezzare quelli per le scuole professionali”. Il welfar del Veneto era punto di riferimento nazionale e non solo. In 10 mesi Zaia-Sernagiotto hanno trasformato uno dei sistemi più moderni ed efficienti d’Europa in uno scenario desolante: una scure azzererà  servizi essenziali. Il capitolo di bilancio che trasferiva risorse alle USSL per la disabilità verrà azzerato: da 20 milioni a zero. I Comuni dovranno provvedere da soli. Dimezzati i fondi per l’assegno di cura; azzerate le risorse per l’abbattimento delle barriere architettoniche, i contributi per gli affitti alle famiglie indigenti, i contributi alle associazioni dei disabili e a ceod e comunità di alloggio: da 6 a 4 milioni. E’ accanimento terapeutico contro il sociale. Zaia-Sernagiotto avevano dichiarato che mai avrebbero toccato servizi essenziali per i cittadini veneti.

Gennaio 2011.

Le 5 perle della coppia Zaia-Sernagiotto:

– il capitolo di bilancio che trasferisce risorse alle USSL per la disabilità passa da 20 milioni a zero;

– il capitolo per l’abbattimento delle barriere architettoniche viene azzerato;

– le risorse per i servizi domiciliari sono ridotte di 30 milioni, smantellando anni di progettualità che garantivano l’assistenza delle persone non autosufficienti nel proprio ambiente;

– fondi per le strutture che assistono i disabili (ceod e comunità alloggio): da 6 a 4 milioni;

– contributi sugli affitti per le famiglie bisognose: annullati.

Febbraio 2011.

Tutti i soggetti nominati da Consiglio, Presidente e Giunta regionali nei CdA di enti, agenzie o società regionali cessino dal loro incarico, sostituiti da dirigenti regionali, i cui compensi spettanti nella funzione di componenti dei CdA siano corrisposti dalla Regione.

Questa maggioranza taglia le risorse sul sociale. I costi graveranno sui sofferenti bilanci dei Comuni. Non transigo su questa schifezza. Il fondo per l’assistenza ai disabili nelle scuole paritarie deve essere ricostituito. Si prendano i soldi nel capitolo di bilancio che finanzia progetti leghisti e di promozione del Carroccio, spesi male. Ho presentato un emendamento che toglie il contributo all’identità veneta. Stavolta mi metto davvero di traverso. C’è un limite oltre il quale non si può andare. Non è accettabile che la Regione finanzi concorsi per le scuole come “Disegna el leon” mettendoci 500.000 euro e tiri via 1,5 milioni dal fondo per gli insegnanti di sostegno. Mancano senso civico, pudore e vicinanza ai cittadini. L’identità veneta è l’aiuto alle famiglie venete in difficoltà. Il documento non passa se non ripristinano il milione e mezzo per gli insegnanti di sostegno per i disabili. Per principio. Per dignità”.

– Ricevo costanti informazioni di assunzioni in aziende partecipate dove si privilegiano la militanza, amicizie e parentele con politici che militano in partiti che contano

Gennaio 2011. Sernagiotto contro Valdegamberi.

“Abbiamo gli avvocati alle porte. Vogliono 80 milioni che in due anni Valdegamberi ha promesso cercando consensi in vista delle elezioni. Ma la cassa è vuota”.

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