Bilancio della Regione Veneto 2011. Il dramma del Trasporto pubblico

da Regione Veneto, bilancio 2011 (5)

Gli stanziamenti regionali passerebbero dai 278 milioni del 2010 ai 211 per il 2011. Taglio di 53 milioni (- 25%). Fino al 2010 Verona per gli autobus aveva 6,6 chilometri finanziati e riceveva 12,6 milioni. Per la provincia i chilometri finanziati erano11,6 milioni e i milioni di euro erano 15,3.

*Fine 2010. Bettarello, presidente ATV: “Stanziamenti ridotti del 25%? L’azienda reggerebbe per uno o due anni; poi fallirebbe: condanna a morte. Bilancio del 2011 in rosso di 7 milioni”. Conseguenze: taglio di un quarto delle corse urbane ed extraurbane (per l’80% utilizzate da studenti) e del personale, con blocco del turn over e aumento dei costi di biglietti e abbonamenti.

Verona riceve il 10% in meno di Padova e Venezia: significa 3 milioni.

– Province e città capoluogo si coalizzano: i tagli previsti rendono impossibile il mantenimento dei livelli minimi dei servizi essenziali. Per non eliminare corse, si può reggere un taglio fino al 5-6%.

– Sindacati: “Si chiude il servizio. Non basterà aumentare i biglietti e ridurre le corse. Fuggiranno i clienti: sarà più economico spostarsi in auto. Non ci saranno investimenti e 1.200 autisti in strada”.

*Fine dicembre: i tagli calano intorno al 15 %, grazie al decreto Milleproroghe e si trovano 4 milioni per le aziende di trasporto. Non finiscono le lamentele: “Taglio del 10 o 15 % ? Salvaguarderemo le linee, ma saremo costretti ad aumentare il costo del biglietto”.

*Gennaio 2011: ATV acquista 5 bus snodati Mercedes, per 62.000 euro l’uno: hanno oltre 10 anni e vengono dalla Germania; nuovi costano 300. I posti sono 350. Un risparmio.

– L’assessore Chisso ribadisce il taglio del 25%. Verona riceverà 21 milioni invece di 28. Bettarello: “Se la tariffa supera una certa soglia, la domanda diminuisce. In un paio d’anni ATV fallisce a meno che non dimezziamo i servizi, blocchiamo il turn-over e alziamo i costi per gli utenti”.

– Notizia: il maxiemendamento stanzia 65 milioni e limita i tagli al 10%. Miozzi: “Arriveranno 2,5 milioni in meno; non i 6 temuti. Occorre comunque riorganizzare il servizio di ATV: le linee meno redditizie e il personale. Ma scarso personale significa anche bus più vecchi e sporchi.

– E i 2,7 milioni all’anno che AMT deve versare per il filobus? Dove li prenderà?

Avanti lo stesso?

– Diventa o no priorità ridurre i costi dei CdA e chiudere gli enti inutili: AMT e APTV ?

Marzo 2011. Sono 63 in meno i milioni a disposizione del trasporto pubblico in veneto: – 11% a fronte di un fabbisogno di 280 milioni. Bettarello: “Servirà una ristrutturazione aziendale per ridurre ogni spreco”. E’ comunque stato di crisi e cassa integrazione. I carburanti aumentano del 20%. Le aziende annunciano il licenziamento di 300 persone nel Veneto, in gran parte autisti, per i quali si chiede la cassa integrazione. L’aumento del biglietto può essere di 10 – 20 centesimi: il nuovo piano tariffario partirà tra maggio e settembre, verso quota 1,30. Nel mirino di Verona ci sono i cospicui utili che Venezia incassa. Chisso: possibile ripartizione diversa delle risorse.

La conferenza Stato-Regioni stanzia ulteriori 420 milioni (37 per il Veneto) per il trasporto pubblico. Se si girano al trasporto su gomma, non servono aumenti.

– Bettarello: “Non sappiamo se aumentare il biglietto o ridurre i chilometri. Unica certezza: non siamo in grado di programmare oltre il 15 giugno. Adesso stiamo erogando il servizio programmato nel giugno 2010, in base ai contributi ricevuti l’anno scorso”.

– Le aziende venete avviano la procedura di cassa integrazione per 350 dipendenti, su un totale di quasi 7000. L’alternativa è il licenziamento senza accompagnamento alla pensione. Per il 2011 mancano 28 milioni. Le aziende calcolano un risparmio di circa 14 milioni sul costo dei dipendenti.

Aprile 2011. ATV contro il governo. Zaninelli, direttore: “Non siamo la controparte dei lavoratori. Il taglio del 12% rischia di essere letale per i servizi. Oggi in piazza Bra avremmo potuto esserci anche noi, perché condividiamo in pieno lo sciopero e la protesta dei lavoratori”: meno bus, meno trasporti, disagi per i cittadini, preoccupazione per gli 800 dipendenti.

– La cassa integrazione in deroga peserebbe sui bilanci pubblici: 12 milioni per 300 cassaintegrati. Se si trasferiscono questi soldi al trasporto pubblico i lavoratori continuerebbero a lavorare e si darebbero i servizi alla popolazione.

* Non è meglio tagliare i finanziamenti a feste e sagre?

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