Bilancio della Regione Veneto 2011. Stanziamenti per il Sociale

da Regione Veneto, bilancio 2011 (3)

Novità:

– un Fondo di 10 milioni anti aborto, per coppie in difficoltà: “In ogni azienda ospedaliera opererà un responsabile del volontariato. Potenzieremo i consultori familiari, specialmente a sostegno della genitorialità” (assessore Sernagiotto);

– un privilegio al fondo infanzia e adolescenza;

– fondo di rotazione di 50 milioni per il patrimonio immobiliare destinato ai servizi sociali e socio-sanitari del Veneto. Lo strumento è innovativo: garantisce un introito grazie al rientro dei prestiti.

Tagli. Situazione di partenza (gennaio 2011) :

– “La Sanità non si tocca. Per i tagli il sociale è il primo della lista” (Dario Bond, capogruppo PdL).

– Roma taglia 70 milioni al sociale. 5 capitoli di spesa su 10 spariscono: zero euro. Dramma per il sociale: si azzera il fondo regionale (19 milioni) delle politiche sociali. Saltano servizi per disabili, trasporto, accompagnamento a scuola. Ne vanno di mezzo asili, anziani, famiglie, persone deboli. Diritti calpestati. E’ azzerato il fondo di 1,5 milioni per l’assistenza scolastica dei bambini con handicap iscritti in istituti privati. Per molte famiglie cifre esorbitanti, a metà anno scolastico. Una mamma: “E’ impegnativo pagare la retta; per il bene della piccola, abbiamo deciso di provarci. Ma ci è impossibile far fronte al sostegno: 11.000 euro per un insegnante”.

– Tagli drastici per ciechi, sordomuti, sordi e invalidi. Sernagiotto: “Contributi di oltre 500.000 euro annuali alle associazioni storiche dei disabili? No: neanche un euro”. 500 ciechi e sordi a Venezia manifestano: “Ci negano il futuro. A rischio il recupero sociale e lavorativo”.

– La legge finanziaria nazionale riduce il 5 per mille per la associazioni stabilendo un tetto di 100 milioni anziché 500. Sforbiciata del 75%: il 5 per mille diventa l’1,25 per mille. Colpite le piccole realtà, come ABEO (bambino emopatico oncologico) che da 20 anni a Verona presidia i reparti più difficili in ospedale. Molti servizi a rischio.

– Si azzerano i fondi per le case di riposo. Le rette vanno a carico delle famiglie. Grido di dolore delle case di riposo: “Non ci è stata data la possibilità di confrontarci. No al taglio di 20 milioni sul fondo per la non autosufficienza. Il bilancio 2011 non prevede contributi per non autosufficienti ospiti di centri di servizio.

– Sindaci in rivolta per i 28 milioni tolti a disabili e minori. Significa rinunciare all’integrazione lavorativa e scolastica e ai Ceod (centri occupazionali diurni per disabili). Per non azzerare il fondo per minori, si svuota il fondo (8 milioni) per famiglie in difficoltà

– Assessore Sernagiotto: “Servono 60-70 milioni per finanziare la legge sulla non autosufficienza, a cominciare dall’assistenza domiciliare. Mancano 19 milioni per le USSL per i disabili”.

Febbraio 2011 :

– Molte ULSS sospendono i fondi di circa 1000 euro al mese per migliaia di famiglie. Flavio Savoldi: “Non è spesa, ma investimento: Comini e Regione evitano spese più ingenti per i ricoveri. Ora dovranno farsene carico”. Lotta senza quartiere: le 283 case di riposo venete, con 23.000 non autosufficienti, denunciano “problemi relazionali” con l’assessore.

– Sono in ballo gli 80 milioni del fondo della non autosufficienza. Deflagra la polemica contro Sernagiotto: case di riposo mobilitate: senza i contributi aumenteranno le rette del 2,5%: ogni anziano dovrà pagare, oltre alla componente alberghiera, altri 36 euro al mese: 430 all’anno. Sernagiotto spera: il decreto Milleproroghe prevede un aumento del fondo nazionale da 75 a 275 milioni. Al Veneto dovrebbero arrivare 18 milioni.

– Si azzera il fondo che finanzia le scuole paritarie. Bertacco. “Meglio privilegiare le fasce deboli”. No al taglio dei fondi per il sostegno ai disabili nelle scuole private.

– Buona notizia per il sociale: 32 milioni passano dalla Sanità al Fondo per la non autosufficienza. 400.000 euro vanno alle associazioni che sostengono ciechi, muti e mutilati.

* Le minoranze:

– i tagli per i disabili determinano una situazione drammatica per molte famiglie già in difficoltà, abbandonate;

– il futuro lavorativo dei disabili viene compromesso;

– l’assistenza ad anziani e disabili ricade su famiglie che già sopportano consistenti oneri finanziari.

– Occorre copertura economica per nidi e contributo affitti.

* Interviene con forza la CISL di Verona: “Consiglieri, non approvate il bilancio. I tagli pesantissimi al sociale inciderebbero sulle persone più fragili e sulle loro famiglie”. Mancano 28 milioni del fondo nazionale per la non autosufficienza (assegni di cura e domiciliarità); 19 milioni del fondo nazionale politiche sociali, destinati alle USSL per i Ceod e due milioni per il trasporto disabili.

Marzo 2011

– Scontro sulla scuola tra maggioranza e opposizione, per 2 milioni. Le opposizioni li vorrebbero per finanziare le scuole paritarie; la maggioranza punta ai buoni scuola che però andrebbero anche alle famiglie con reddito annuo  fino ai 40-45.000 euro.

– il numero di anziani in casa di riposo non varia da 10 anni. Le indennità di accompagnamento sono quasi raddoppiate dalla fine degli anni 90 ad oggi: la spesa di 7,6 milioni nel 2002 era nel 2009 di 12,2: lo Stato delega sempre più alla famiglia il modello di welfar; dice al cittadino: “Ti do queste risorse e arrangiati”.

– Buona notizia per il sociale: vengono stanziati ulteriori 53 milioni e altri 17 per i servizi territoriali comunali. I nodi restano due: il trasporto pubblico e la scuola.

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