Bilancio consuntivo dell’era Tosi. Anno 2010

da “Il bilancio del Comune di Verona per il 2010 e per il 2011″ (4)

Nelle prossime settimane verrà presentato il preventivo del 2011, ultimo del quinquennio Tosi: all’inizio del 2010 erano state promesse e sbandierate opere pubbliche per 203 milioni, diconsi 203. Ne vengono finanziate per 18 milioni: 18 milioni di concretezza, 185 di balle.

Nel preventivo 2011 l’Amministrazione Tosi iscriverà a bilancio, cioè prometterà opere e investimenti per oltre 700 milioni di euro! Non hanno saputo realizzare opere per più di 29 milioni nel 2010 e, nell’anno delle elezioni, ne promettono per oltre 700. Significa che il Comune porterà in approvazione un bilancio preventivo di opere e interventi per 1400 miliardi del vecchio conio. Un tale preventivo merita solo una colossale pernacchia, ma siamo certi che fiumi di inchiostro, per l’ennesima volta, illustreranno le straordinarie intenzioni di super-Tosi.

Le circoscrizioni, dopo aver criticato aspramente l’Amministrazione precedente per l’esiguità dei finanziamenti, ora approvano i bilanci con entusiasmo: gli interventi di manutenzione stradale e le nuove opere delle otto circoscrizioni crollano dai 14,8 milioni del 2007 ai 4,9 del 2010: un terzo. Niente male per la giunta e i presidenti del fare! In febbraio tutte le Circoscrizioni hanno approvato con entusiasmo il bilancio preventivo, anche se la ricerca dei soldi per chiuderlo era ancora in atto e il Consiglio comunale lo affronterà a giorni. Fideismo assoluto.

Langue l’iniziativa pubblica e anche quella privata, ma il Sindaco ama ossessivamente ripetere che “la città è ripartita”.

I consuntivi non mentono e raccontano la verità: nel 2007 sono state richieste 4023 concessioni edilizie; nel 2010 crollano a 521. Anche le DIA flettono da 2708 a 2025 (-25%). E pensare che questa Amministrazione ha ricevuto in eredità un PAT approvato. Dopo quattro anni del Piano degli interventi non c’è traccia. Sono riusciti a far uscire dai gangheri persino il presidente dei costruttori, di comprovatissima fede di centrodestra. Le opere che stanno lentamente e faticosamente procedendo sono quasi tutte quelle messe in cantiere dall’Amministrazione precedente o direttamente o con i PIRU, tutti bocciati ovviamente dalla ex minoranza che oggi li inaugura senza arrossire, forse perché, come è noto, il rosso è colore tipicamente comunista.

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