Il bilancio del Comune di Verona per il 2010 e per il 2011: un percorso tortuoso

da “Il bilancio del Comune di Verona per il 2010 e per il 2011” (1)

La Giunta Tosi: quella del fare o del non fare ?

Riportiamo l’essenziale di due interventi del consigliere comunale Roberto Uboldi, uno di qualche mese fa e uno recente.

Si evidenzia il fallimento di una esperienza amministrativa. Eppure…Tosi è il sindaco più amato. Le ragioni sono essenzialmente  due:

– un avvio efficace (sgombero dei “vu cumpra” in centro e dei rom da Chievo) ha conquistato il cuore dei Veronesi che si sono sentiti “liberati”. Ciliegine sulla torta: l’abbattimento di ex-cartiere e albergo Lux, infischiandosene di ogni norma urbanistica e delle conseguenze a lungo termine delle due operazioni;

– un ruolo nazionale, conquistato con una campagna mediatica costosa ma efficace. Il traffico a Verona? Meglio parlare del sindaco di Gela. Le casse del Comune vuote? Colpa di Tremonti. I fondi per l’Ente lirico ribassati? Colpa di Bondi. Ogni giorno un intervento sulla stampa, mirato a creare l’immagine del leghista non troppo leghista che delega alle “giovanili intemperanze” qualche bischerata di troppo.

Torniamo ai fatti, anche se in quest’epoca sembrano non contare. “La città è ripartita”, si diceva alla fine del 2009. “Spazio agli interventi dei privati”, con più di 2 milioni di euro di introiti nelle casse del Comune. Squilli di trombe. La verità a consuntivo? ”Le entrate derivate da oneri di urbanizzazione ex art.6 (accordi con i privati) sono pari a zero: la definizione degli accordi è ancora in corso, per le incertezze normative e la crisi economica in atto”(Consuntivo 2010 – pag.136).

Tirerà il mitico piano casa, del quale si propongono i magnifici benefici. Previsione: entrate per 10 milioni di euro. Consuntivo: 2 milioni e mezzo, il 25%. Motivo: “la stasi del settore edilizio”(Consuntivo – pag.137)

Ma il turismo tira! Peccato che, invece dei 180.000 euro previsti per le rassegne, ne entrino solo 80.000, il 55% in meno. E’ previsto un milione di entrate per il noleggio della Gran Guardia; si registrano 240.000 euro in meno. Segno questo che la si dà gratis ai più: nemmeno le cortigiane veneziane se lo permettevano.

Intanto la città diventa più povera, soprattutto nelle fasce deboli: gli introiti delle iniziative per gli anziani subiscono una flessione del 16%. “Gli utenti partecipano alle spese in proporzione al reddito. Più è disagiata la situazione economica dell’utente minore è l’entrata del Comune”(Consuntivo – pag.155)

Quando si presentò, con rullo di tamburi e squillo di fanfare, il preventivo del 2010, vennero annunciati investimenti per 265 milioni. L’assessore al bilancio confessa che, se va bene, il 2010 si chiuderà con investimenti per 10/12 milioni di euro, di cui 6 per la rata di pagamento o, meglio, di strapagamento dell’area del parco di San Giacomo.

Il bilancio del comune piange: per la cronaca, il disavanzo fra le entrate previste e quelle effettive è di 15.000 euro al giorno.

Anche nelle aziende non si ride. Consuntivo di AGEC: “Spezzeremo le reni a chi non paga”, si era detto con padana fermezza all’inizio del mandato, lasciando intendere che bisognava svergognare i buonisti della sinistra. Infatti  i “crediti verso utenti”, come si scrive oggi con maggiore eleganza, sono passati da 1,6 milioni di euro del 2008 a 1,95 milioni nel 2009 . “AGEC, si proclamava, doveva essere restituita alla sua funzione di fare case”, ovviamente prima di tutto per i veneti. Il consuntivo 2008 e 2009 (la verità, non i proclami) racconta che i nuovi cantieri sono pari a zero. Meglio: proseguono il contratto di quartiere di Borgo Nuovo e la casa per anziani di Avesa (eredità Zanotto). Per il resto: costruzioni di nuove tombe di famiglia a Madonna di Campagna, Avesa, Borgo Roma. Si pensava a questi servizi quando si diceva “prima i veronesi”? L’azienda è in difficoltà, ma non si lesina in spese per pubblicità e pubblicazioni (108.000 euro), comunicazione aziendale (18.000 euro), consulenze (439.000 euro) e via di seguito. Tosi continua ad apparire luccicante e accattivante. Noi continueremo a difendere la verità e a sperare che la città, dopo l’ubriacatura, dia segni di ripensamento.

Roberto Uboldi, consigliere comunale

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