La condizione della famiglia nella provincia di Verona (4)

CONCLUSIONI

         La prima conclusione dello studio  è che  i dati rilevati  ed analizzati, anche se non riguardano un intervallo di tempo omogeneo ed aggiornato  almeno sino al 2008, mettono in evidenza delle tendenze che confermano   largamente ed indiscutibilmente la crisi della famiglia in tutto il paese Italia e quindi anche nella Regione Veneto e nella Provincia di Verona:  il calo e la scarsa durata dei matrimoni, la bassa natalità, l’aumento delle separazioni e dei divorzi e l’incremento delle interruzioni volontarie della gravidanza.

         Il lavoro inoltre dimostra come il tema della famiglia – ma il discorso ormai vale per ogni aspetto della vita economica, civile e culturale del paese – non possa essere analizzato se non in un’ottica interetnica e interculturale, estendendo l’indagine o meglio includendo nell’indagine gli stranieri.

         Nel concreto della realtà territoriale della Provincia di Verona,   esso mette in evidenza l’apporto positivo degli stranieri sulla dinamica demografica e specificamente sulla natalità e sull’equilibrio demografico tra le varie generazioni, nonostante la loro presenza ponga problemi di integrazione.

         In  sintesi  la Provincia di Verona nei primi anni del nuovo millennio presenta alcune tendenze di fondo positive: l’incremento della popolazione residente, il mantenimento di un discreto equilibrio demografico tra le tre principali classi di età, l’aumento della natalità, l’incremento  del numero delle famiglie, la ripresa del numero dei matrimoni. Uno sguardo più attento mette, però, in evidenza che queste tendenze positive non hanno la loro origine all’interno della società civile veronese, ma provengono da un apporto esterno, che è quello rappresentato dagli stranieri. Questo risultato suggerisce una duplice esigenza : da un lato di apprezzare positivamente il contributo degli stranieri, dall’altro di individuare i fattori negativi che non consentono alla comunità veronese propriamente detta di crescere anche autonomamente, in modo da produrre e sviluppare alcuni valori interni da aggiungere al plus valore proveniente dagli stranieri. Gli indicatori che ostacolano lo sviluppo autoctono della Provincia di Verona sono principalmente attinenti ai matrimoni e alla natalità : l’età media al matrimonio in generale e al primo matrimonio, il quoziente di nuzialità, il tasso di fecondità , l’età media della madre al parto, il quoziente di natalità.

         Nel confronto con la Regione e l’Italia la Provincia di Verona non presenta valori più negativi negli indicatori relativi alla natalità complessiva ed ai matrimoni, ad eccezione della diminuzione delle madri giovani e all’aumento dell’età media al matrimonio rispetto alla realtà nazionale. Sono, invece, più evidenti alcuni scarti tra il Comune capoluogo e gli altri Comuni della Provincia a favore di questi ultimi: un maggiore squilibrio demografico; un minore incremento dei nati; un minore peso  delle madri più giovani e dei nati da madre coniugata; un minore peso dei nati da padri più giovani; una minore ripresa dei matrimoni.

         Una sottolineatura merita il processo di laicizzazione dei matrimoni che nella Provincia di Verona è più accentuato di quello che si riscontra a livello regionale e nazionale. Esso ha  influito e continua ad  influire, anche se non sappiamo quanto, sulla condizione attuale della famiglia veronese.

         Il fenomeno delle separazioni e quello dei divorzi evidenziano nell’ambito della Provincia di Verona  una dimensione maggiore e un andamento più problematico rispetto all’ambito regionale e nazionale.

         Mentre gli aborti spontanei si rivelano meno consistenti di quelli riscontrati nella Regione ma di peso maggiore di quelli che si verificano a livello nazionale, per le interruzioni volontarie della gravidanza nella Provincia di Verona prevalgono  gli indicatori negativi nel confronto con il Veneto e l’ambito territoriale di tutta l’Italia. L’apporto delle donne straniere è notevole, maggiore di quello che si verifica nel Veneto ed in Italia.

         In definitiva la condizione della famiglia nella Provincia di Verona è obiettivamente più critica e problematica di quella che si riscontra nell’ambito della Regione Veneto e dell’Italia, ma per alcuni fenomeni ed indicatori presenta aspetti positivi, dovuti, però, agli stranieri.

         Questi danno un apporto positivo sulla dinamica demografica, ma anch’essi partecipano in misura notevole al grave e massiccio evento delle interruzioni volontarie della gravidanza.

         All’interno della Provincia il Comune e la città di Verona evidenziano tratti più critici della situazione della famiglia rispetto agli Altri Comuni della Provincia, che conservano maggiormente il valore della famiglia.

FINALITA′ E  PROPOSTE DELL’AUTORE DELLO STUDIO

         Le conclusioni dello studio, fatte di luci e di ombre, vengono sottoposte all’attenzione delle istituzioni pubbliche e private affinché prendano coscienza della necessità di intervenire in modo diretto e mirato, con misure appropriate, per invertire le tendenze negative in atto, sui fenomeni fondamentali che stanno alla base della crisi della famiglia. Per l’autore dello studio il problema va affrontato da diversi versanti, sul piano economico, politico, culturale, etico, legislativo, sociale, ma soprattutto sul piano educativo nei confronti dei giovani, con un progetto di largo respiro culturale e temporale. E’ urgente  inserire il valore della famiglia in una scelta più ampia di alcuni valori essenziali, ordinati gerarchicamente,  a partire da quello della libertà da coniugare in modo equilibrato ed armonico con quello del bene comune e della solidarietà, rifiutando l’attuale relativismo culturale che tende a porre tutti i valori e i beni materiali e spirituali sullo stesso piano. Il progetto ha bisogno di includere gli stranieri, nell’ambito di una visione e prospettiva interculturale.

         Il problema non può essere lasciato evolvere, in una società complessa come quella attuale, senza alcun intervento correttivo delle tendenze in atto, che potrebbero condurre ad una deriva caratterizzata non tanto dalla scomparsa della famiglia, quanto  da un suo ruolo completamente marginale  e da una conseguente frammentazione abnorme della società civile. Occorre intervenire ad ogni livello, ma l’ambito territoriale può diventare il luogo privilegiato dal quale si può  iniziare, con concretezza e determinazione, anche se con  modalità non completamente risolutive e in misura relativa,  il processo di inversione della rotta. Questo vale tanto più per una realtà territoriale come la Provincia di Verona, in cui, come si è visto, il problema si presenta con maggiore problematicità rispetto all’ambito regionale e nazionale.

Per informazioni ulteriori relative allo studio completo rivolgersi all’Autore: domegrillo@alice.it oppure consultare il sito http://famiglieveronesi.wordpress.com

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