Traforo. 2010: polemiche e pochi fatti

da: Traforo delle Torricelle (28)

A Verona si parla di traforo da oltre 30 anni. Nel piano regolatore Marconi (dopoguerra) c’è un primo tracciato. Progetti e studi risalgono agli anni 80. Dal 2007 l’anello circonvallatorio della città viene previsto nel Piano di assetto del territorio. L’anno dopo inizia l’iter progettuale.

2010 : polemiche e pochi fatti

Le novità

Si firma la convenzione tra Comune e Technital. La Giunta cancella l’ipotesi di accordo separato tra i contraenti per ulteriori opere compensative. Si confermano il parcheggio di Ca’ di Cozzi, con 1.300 posti auto, foresteria di 80 camere per familiari di malati, e l’autoparco di Verona Nord per 150 posti per camion e autocarri, motel da 100 camere per autisti, minimarket, ristorante e auditorium. Saranno a carico dell’impresa costi aggiuntivi in caso di aumento del traffico o di ritrovamenti archeologici. Continua il tira e molla: l’art. 19 prevede che il Comune, con accordo successivo e separato, possa riformulare la convenzione in rapporto ad altre eventuali opere.

Luglio. Il Consiglio approva il progetto preliminare di Technital . Vota un’opera costosissima senza avere visto il piano finanziario: la divulgazione lederebbe l’interesse di Technital, ancora in gara. Non si attendono i risultati della Commissione tecnica dell’Istituto superiore di sanità  che valuta i rischi per la salute pubblica. Scompaiono i camini per l’espulsione dei fumi: non piacciono alla gente. Il particolato sarà re-immesso in galleria ed espulso da canne ad altezza d’uomo: prevale l’estetica sulla salute. Il Consiglio vota anche l’immediata eseguibilità dell’opera, per cui i cittadini dovranno preparare eventuali critiche e considerazioni in agosto.

L’assessore Corsi dichiara che in aula “non c’è stata opposizione”.

Ottobre. Scontro frontale con Autobrennero. Federico Sboarina, assessore all’Ambiente, chiede che, prima di realizzare la terza corsia tra Verona e Modena, si risolva l’interferenza con il Traforo: una parte del tracciato si sovrappone, in località Binelunghe,al tracciato del Traforo. Chiede anche compensazioni per Verona per rimediare l’ulteriore inquinamento in arrivo. Autobrennero non è disposta a modificare il progetto della terza corsia: “La legge assegna la precedenza alle strade esistenti: è più facile modificare il tragitto del Passante, solo sulla carta, che quello di una autostrada che esiste da 40 anni”. L’investimento è di 750 milioni. Il Passante deve spostarsi verso nord est. Gioco delle parti: gli ex AN su Autobrennero giocano una partita importante anche in vista del futuro interporto di Isola della Scala.

Studiosi dell’Università di Trento, con Arpav, per quasi due anni hanno esaminato la qualità dell’aria a Verona e in 17 Comuni limitrofi. La Giunta ha speso 50.000 euro. Responso: “Il traforo è dannoso per la salute di chi abita in prossimità degli imbocchi della galleria”.

Ottobre. Sono 2.375 le osservazioni dei cittadini alla variante del Passante, più una trentina delle associazioni ambientaliste. Sono al vaglio dell’Ufficio Tecnico. L’Amministrazione vuole produrre le controdeduzioni entro novembre per portare la delibera in Consiglio in dicembre.

Fine novembre. In Provincia la Lega si schiera contro la Tangenziale Sud a pagamento. La bozza di convenzione comunale del Passante Nord prevede “il regolare funzionamento di tutte le condizioni funzionali al verificarsi del transito sulle opere (traforo) dei volumi di traffico previsti nello studio del traffico e in particolare l’istituzione di un pedaggiamento sulla Tangenziale Sud di Verona a favore del concessionario”. La Lega in Provincia fa una proposta in completa opposizione a uno dei cardini sui quali si regge il piano del traforo, il cui progetto sta in piedi a condizione che i quartieri del Nord Ovest e del Nord Est siano raggiungibili solo con autostrade a pagamento.

I comitati dei cittadini diventano tre: all’originario Comitato (presieduto da Alberto Sperotto), si aggiungono il Coordinamento degli espropriandi (presidente Giorgio Merci) e l’associazione Cittadini per il referendum, presieduta dall’avvocato Carlo Trentini.

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