Tornano le crociate. Comune deromenizzato?

“La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e di trattati internazionali” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 10)

da: Conosciamo la Lega Nord (17)

La crociata che il sindaco Tosi proclama e realizza per cacciare da Verona tutti i diversi, dai Rom ai centri sociali, dagli sbandati ai barboni, assomiglia, fatte le debite proporzioni, alle crociate della storia lontana e recente: da quella che doveva portare i crociati a liberare dai turchi i luoghi sacri e invece si fermò a saccheggiare la cristiana Costantinopoli; alla più recente che doveva portare Bush a catturare Osama Bin Laden in  Medio Oriente e invece tentò di impossessarsi dei vasti giacimenti petroliferi dell’Iraq. Nell’ansia liberatoria che muove la giunta, una sorta di pulizia etnica, dopo le prime prove di forza che hanno scacciato i vu cumprà da via Mazzini e i rom dai campi nomadi e fatto sparire d’un tratto mendicanti e rivenditori di cianfrusaglie dai semafori e dalle strade, ecco che viene a mancare, di colpo, se non il nemico almeno l’oggetto del contendere. Anche i vigili urbani pare abbiano poco da fare in una città che può innalzare ai suoi ingressi, sull’esempio dei cartelli “Comune denuclearizzato”, l’insegna “Comune deromenizzato”.

Così, per non stare con le mani in mano e per tenere alta la tensione, che è il principale carburante del consenso popolare, l’attenzione si sposta da chi non è più a Verona o vi arriva e vi soggiorna come un fantasma, su quanti da anni si danno da fare per assistere la variegata massa delle “persone spiacevoli” e dispiaciute. E’ la seconda fase, più importante e decisiva ai fini del successo finale, della guerra per liberare la città dagli indesiderabili, nella constatazione che non basta cacciare da Verona gli homeless se essi trovano ricetto da preti, frati, suore gruppi del volontariato e persino in qualche istituzione cittadina. Perciò: guardie armate all’asilo notturno comunale, la proposta di togliere dalla strada i contenitori della Caritas, lo sfratto alla comunità di don Pighi, che raccoglie drogati per il loro recupero e barboni che altrimenti chiedono l’elemosina.

Ma serve alla comunità civica rimettere per la strada i tossicodipendenti e i clochard, italiani e con le carte in regola e quindi senza possibilità di espellerli, che ricominciano a scassare auto e a svaligiare appartamenti? Nella logica odierna, vale il detto: “Lontan dagli occhi, lontan dal cuore”. Basta non vederli e non sapere che esistono e la brava gente è soddisfatta.

Non potendo assalire Gerusalemme ci accontentiamo di Costantinopoli.

(da un intervento di Giuseppe Brugnoli)

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