Quello che il sindaco Tosi dice e quello che fa (47)

“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 5)

I Vescovi italiani : il coraggio di dire “sì” alle moschee, cioè alla intangibilità dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino

– mons. Mariano Crociata (neo segretario della Conferenza Episcopale Italiana – CEI): “Dobbiamo garantire che i musulmani presenti nel nostro paese possano coltivare la loro religione in maniera appropriata. Il nostro orizzonte è costituito dalla Costituzione e dalla cultura italiana e europea. Dobbiamo dirci se alcuni valori conseguiti, alcune conquiste che fanno parte della coscienza cristiana e dell’evoluzione civile del nostro paese e del nostro continente, come ad esempio i diritti umani, sono veramente irreversibili oppure no”.

Il problema è che cresca un Islam con un riferimento italiano, mentre di solito siamo in presenza di capi religiosi il cui riferimento è lo stato di provenienza. Non esiste  un Islam unico e indipendente dallo Stato. “Malgrado questa complessità è possibile, grazie al dialogo, giungere a una convivenza nel rispetto reciproco delle religioni, una delle condizioni di integrazione e sviluppo che preluda al dialogo e alla convivenza”.

– mons. Agostino Marchetto (segretario del Consiglio vaticano Migrantes): “Non trovo praticabile l’idea di fermare ovunque la costruzione di nuove moschee per il fatto che vi sono motivi di allarme in qualche situazione. Non ritengo giusto sottoporre il progetto di costruzione a referendum popolare dall’esito vincolante. La questione sicurezza è fondamentale e va affrontata con scrupolo, ma evitando le generalizzazioni da cui siamo tentati in situazioni di emergenza. Si dovranno prendere misure, se emergono pericoli, compresa la sospensione dei lavori, ma non basta un allarme per giustificare una sospensione generalizzata che lede uno dei diritti fondamentali quale la libertà di culto. Se poi un diritto deve sottostare al gradimento di chi vive intorno vuol dire che non gli riconosciamo valore di fondamento, quale invece dovremmo. E’ vero che le moschee non sempre sono solo luoghi di culto; occorre vigilare, avere chiara l’identità di chi chiede la costruzione della moschea e di chi la gestisce, l’accettazione dei valori fondamentali del nostro ordinamento da parte delle persone coinvolte. Si potrà porre la condizione di un progetto discreto, non invasivo, umile, quale si addice a chi è ospite in una realtà a diversa tradizione culturale”.

Lascia un commento

Archiviato in Flavio Tosi e gli immigrati: quello che dice - quello che fa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...