Si può dimenticare la “Questione Bettio”?

Si può dimenticare la “Questione Bettio”, consigliere comunale a Treviso?

Dicembre 2007. Bettio :”Con gli immigrati bisogna usare metodi da S.S. Gli extracomunitari sono da mettere sotto osservazione per tre mesi. Nel momento in cui ottengono la residenza, occorre valutare, in base ai comportamenti, l’eventualità di espellerli. Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano disturbo o danno, si puniscano dieci extracomunitari”.

Nessuno, in Consiglio, ha reagito.

Scandalo e proteste.

Bettio ritorna sulla questione: “Quando qualcuno tocca un membro della mia famiglia, per me non vale la legge del taglione, ma quella delle S.S.: per ognuno dei nostri, dieci di loro. Vogliono la guerra? Cominciamo a fargliela”.

Foggiato Mariangelo, capogruppo FNE – partito Nord Est in Regione – dice a Tele Nord Est il 7-12-07 :”La madre minacciata di Bettio merita anche di più di 10 a 1. Non ho nessun problema a sostenere che anche nelle misure più drastiche applicate dal nazismo e dal fascismo c’è qualcosa di buono. … In tutte le cose c’è del buono”.

L’ex sindaco di Treviso Gentilini sognava di “travestire gli immigrati da leprotti per far esercitare i cacciatori”. Il senatore leghista Stiffoni rifletteva sulla necessità di forni crematori dopo gli sgomberi di rifugiati extracomunitari.

La violenza delle parole!

Il Procuratore di Treviso indaga Bettio. Ipotesi: apologia del fascismo e del nazismo, istigazione a delinquere, istigazione dell’odio razziale.

La Regione annuncia un esposto a tutela dell’identità veneta. L’allora presidente Galan si rivolge alla magistratura ergendosi a baluardo dei valori costituzionali e chiedendo agli inquirenti di perseguire il consigliere comunale.

Farebbe altrettanto l’attuale presidente Zaia?

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