Traforo Torricelle (2)

Seconda lettera a L’Arena (pubblicata)

Gli esperti del settore hanno ripetutamente negato l’utilità del traforo

L’Amministrazione Tosi vuole realizzare il traforo. Un dato fa temere che l’impresa sia un puntiglio del sindaco Tosi più che un reale contributo alla soluzione del traffico cittadino: non c’è un esperto del settore che abbia garantito l’utilità del traforo; anzi le indicazioni degli esperti di viabilità e traffico che, negli anni scorsi, si sono succeduti, erano concordi nel giudicare l’opera non prioritaria. Così hanno sentenziato Vittorini, esperto di pianificazione urbanistica; Zambrini, esperto di economia dei trasporti; Winkler, esperto di viabilità e traffico; de Beaumont, esperto di pianificazione urbana della mobilità; Baldini (Caire) esperto di pianificazione urbanistica. Gli ultimi due, incaricati, rispettivamente, dalla giunta Sironi e dalla giunta Zanotto, usando tecniche diverse di simulazione, erano arrivati allo stesso risultato: quello di indicare, rispetto al traforo, altre priorità viabilistiche (Mediana-collegamento viabilistico Est-Ovest passando a Sud; potenziamento del trasporto pubblico; diversificare e intensificare i vari modi di viabilità: non solo automobilistica, ma pedonale, ciclabile e trasporto pubblico). Non va dimenticato che il traforo, inserito nel piano Marconi che prevedeva una Verona da 500 mila abitanti, era stato poi tolto, su intervento della Regione Veneto. La giunta Tosi punta ad una città da mezzo milione di abitanti?
Se un’opera serve, si deve fare anche con rischi elevati. Ma è il caso del traforo? Prevedere una spesa di partenza di almeno 400 milioni di euro senza una base economica adeguata è possibile solo se si ha la certezza della sua utilità per decine di migliaia di veronesi. Sui costi invece non ci sono dati certi: l’assessore Corsi, prima delle elezioni comunali, parlava di un costo di 60 milioni; nel dicembre 2007 parlava di 300 milioni; ora ci si chiede se saranno sufficienti 450 milioni. Il Comune non ha i soldi. Si ricorre al “project financing”: i privati anticipano il denaro per rifarsi poi sfruttando economicamente l’opera.
Gli interrogativi sono tanti. Il cittadino automobilista dovrà pagare un pedaggio superiore a un euro ogni volta che entra nel tunnel. Sarà sufficiente o ci sarà un aumento del pedaggio in tutte le autostrade transitanti per Verona? Ci saranno altri pedaggi nelle varie tangenziali? E’ stata fatta un’indagine scientifica al riguardo? Si è sicuri che l’opera sia economicamente sostenibile o ci si deve attendere, a lavori avviati, una revisione dei prezzi?
Il traforo serve per chi proviene dai centri della Lessinia, della Valpantena e, in parte, della Valsquaranto e per un numero limitato di residenti in Borgo Venezia e San Michele, diretti verso la Valpolicella, il lago di Garda, il Trentino. Ma quante volte prenderebbe il tunnel chi dovesse andare in altri quartieri della città? Sono stati fatti calcoli su tempo impiegato, vantaggi e svantaggi?
I cittadini di Borgo Venezia, San Michele, Valpantena, Valsquaranto dovendo recarsi all’ospedale di Borgo Trento, preferirebbero andare a Poiano, pagare il pedaggio, entrare nel tunnel uscire al Saval o a Parona, immettersi in via Mameli, andare al parcheggio di lungadige Attiraglio ed entrare all’ospedale o seguire il tragitto che fanno oggi? E utilizzerebbero il tunnel dovendo andare a Borgo Trento, Borgo Milano, in centro, a San Massimo, Santa Lucia, Golosine?
Chi abita in Borgo Milano, Borgo Trento, Verona Sud, Ponte Crencano, Parona e dintorni andrebbe sino al Saval o a Parona per pagare il pedaggio e entrare nel tunnel per recarsi a Poiano, Marzana, Valpantena, Valsquaranto, Borgo Venezia, San Michele, Porto San Pancrazio, Moruri? Forse una volta; difficilmente la seconda.
Fatto il traforo, l’Amministrazione comunale sarà costretta a obbligare, con provvedimenti viabilistici, gli automobilisti a transitare per forza nel tunnel? Teniamo presente, infatti, che per realizzare il traforo è necessario l’intervento economico di privati, che daranno i loro soldi solo se ne avranno un ritorno certo e abbondante. Se questo ritorno non sarà garantito, potranno esigere dal Comune l’obbligo di transito attraverso il tunnel da parte di chi risiede nei dintorni degli ingressi. Quali sarebbero le conseguenze? Sono domande che attendono risposte precise. E va ricordato che “un politico vero è capace di tornare sui suoi passi quando si accorge che sta sbagliando”.

Tito Brunelli

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