Test di dialetto per i prof che scelgono di insegnare in Veneto

Conosciamo la Lega Nord (6)

Test di dialetto per i prof che scelgono di insegnare in Veneto

La tattica della Lega Nord: lasciar dormire l’intelligenza, puntando su emozioni e sulla paura

Estate 2009. La Lega Nord presenta un emendamento in Commissione Cultura della Regione Veneto, dove è in discussione una proposta di riforma che prospetta l’istituzione di albi regionali per gli insegnanti. Pretende un test di ingresso per i professori allo scopo di verificare la loro adeguatezza “territoriale ed etnica” all’insegnamento della materia “dal quale emerga la conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono lavorare”. Una sorta di test dialettale che farebbe passare i titoli di studio in secondo piano.

La Commissione viene sospesa dalla presidente Valentina Aprea (PdL).

La Lega Nord fa ancora una volta retromarcia (un classico). Roberto Cota (presidente del gruppo della Lega alla Camera): “E’ il caso di smetterla con le polemiche inutili. Il presunto esame di dialetto è una bufala. La proposta è fare test preselettivi per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti”. Traduce la leghista Goisis: “Non è possibile che la maggior parte dei professori che insegna al Nord sia meridionale”. Diceva Bossi 24 anni fa: “Basta la scuola coloniale”.

Italo Bocchino, vice capogruppo PdL alla Camera, afferma che è “boutade propagandistica”. Maurizio Gasparri, capogruppo PdL al Senato, afferma: “Alcune estremizzazioni non andranno al di là dei titoli dei giornali”.

La questione è chi avrà la meglio a livello politico e fino a che punto arriverà la mentalità di divisione all’interno del popolo italiano e tra italiani.

Un buon maestro che insegna nel Veneto può essere nato a Palermo?

Resta, minacciosa, la proposta della Lega Nord: ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i prof che vogliono. Ma una pre-selezione dovrà attestare la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell’insegnante. E così i titoli di studio passerebbero in secondo piano.

1 Commento

Archiviato in Conosciamo la Lega Nord, Riflessioni

Una risposta a “Test di dialetto per i prof che scelgono di insegnare in Veneto

  1. davide

    Sono d’accordo che la conoscenza di un idioma dialettale è a dir poco ridicolo, anche per l’opinabilità dell’idioma da prendere in riferimento. Non credo esista un veneto standard, multiforme tanto quanto lo sono le parlate di ogni paese.
    Rintengo invece che gli sia oggetto di discussione se aspetti della storia veneta e cultura regionale siano oggetto di insegnamento e quindi occasione di preapprendimento da parte dei docenti. Su questo non ci vedo niente di male, ma anzi spunti di riflessione. Ad esempio l’esperienza comunale medievale come forma di democrazia dal basso, sviluppatasi nella Valle Padane ed in pochi altri luoghi in Europa, merita essere un fenomeno pienamente conosciuto dai docenti, anche per i riflessi che ha avuto sul nostro territorio. Non mi interessa che un docente catanese conosca la ricetta del lesso con la pearà, ma che condivida con la comunità locale le migliori (e peggiori) esperienze culturali che l’area ha espresso nella storia. Il tutto a diretto beneficio anche del professionista stesso, che potrà comprendere meglio in contesto in cui andrà ad operare.

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