Quello che il sindaco Tosi dice e quello che fa (38)

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale” (Costituzione della Repubblica Italiana, n° 7)

E a Verona: una moschea ?

Mohamed Guerfi (portavoce della comunità islamica): “In città non c’è bisogno  di una moschea come luogo di culto; svolgiamo un’attività culturale e sociale in un centro di ascolto e di aiuto; veniamo incontro alle esigenze più varie; ad esempio, se qualcuno muore, aiutiamo a rimpatriare la salma. A Verona, perciò, non ci sono moschee. Il punto di incontro per islamici in via Bencivenga Biondani l’abbiamo comprato: è un Centro culturale islamico, destinato all’aggregazione sociale, a fornire servizi ai 140 associati musulmani, nel quale anche preghiamo”.

Tutto tranquillo? Non sia mai!

Agosto 2008. In base a una ordinanza del Comune di Verona, apparentemente tecnica, burocratica e non politica, firmata da un dirigente dell’Edilizia privata, il locale utilizzato dagli islamici anche per pregare, deve essere sgomberato perché  sprovvisto dei necessari standard edilizi e igienici.

Il sindaco Tosi interviene: “La religione non c’entra nulla. Il provvedimento sarebbe stato adottato anche se si fosse trattato di un bar, di un negozio, di una palestra. La variazione della destinazione d’uso dell’immobile non è autorizzata e mancano gli standard edilizi e igienici previsti in questi casi. La pratica è iniziata negli uffici comunali nel 2004; per l’Amministrazione precedente la legge non era uguale per tutti. A Verona non c’è nessuna moschea né è mai stata presentata domanda per istituirla; non essendoci previsione di un simile luogo di culto negli strumenti urbanistici comunali, per autorizzarla dovrebbe esservi una decisione del Consiglio comunale”. Alessandro Montagna, assessore all’Edilizia privata: “La classificazione del capannone non è compatibile con lo svolgimento di attività di culto. Se la onlus fosse iscritta al registro regionale delle associazioni di promozione sociale, si potrebbe superare l’ostacolo”. Cavilli normativi.

Che il vento fosse cambiato lo si respirava almeno da ottobre. “Alla fine del Ramadan nessun rappresentante dall’Amministrazione comunale”.

* Stefania Sartori (P.D.): “Da 5 anni si incontrano in questo luogo, noto alla città e destinato alla preghiera. Buona cosa era verificare se era possibile regolarizzare. Un provvedimento così improvviso non aiuta i rapporti con la comunità islamica”.

Mohamed Guerfi: “Ci stiamo adeguando. Abbiamo chiuso la sala semi interrata e preghiamo al piano superiore. Abbiamo messo tutto in mano all’avvocato e ci adegueremo alla legge. Il luogo è registrato come centro culturale”.

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