Conosciamo un po’ meglio gli africani che vivono tra noi (17)

VOCI CRITICHE E DISSENZIENTI DEVONO LEVARSI E INTERROGARE, CON SAGGEZZA ED INTELLIGENZA, L’AMMINISTRAZIONE TOSI SUI SEGUENTI PUNTI :

  • La Scuola. E’ il laboratorio per eccellenza, dove si confrontano opinioni, idee, progetti, sogni, desideri, riflessioni, percorsi costruttivi di identità multiple, aperte al dialogo e alla ricerca del senso dell’esistenza. Scuole pubbliche e private hanno adottato negli scorsi anni lo strumento della mediazione interculturale. Sono stati scelti, con appositi concorsi comunali, mediatrici e mediatori interculturali dei 5 continenti. Sono stati formati, sostenuti. Grazie alla loro preparazione, competenza e motivazione (che va al di là del lavoro, tra l’altro poco ritribuito, perché sporadico e superprecario) sono stati utili nelle questioni problematiche con cui il mondo della scuola ha dovuto confrontarsi. Il mondo della scuola è laboratorio prezioso e imprescindibile se si vuole arrivare a pensare e a vivere le « diversità plurime » come delle opportunità offerte dal mondo che cambia per costruire una società fatta da varietà linguistiche, come forme nuove di comunicazione, nel rispetto dell’altro come concittadino, nel godimento dei diritti di appartenenza e nell’espressione delle responsabilità nei confronti dei concittadini, delle Istituzioni che governano/amministrano il territorio, dell’ambiente, della contaminazione interculturale che indica l’identità in progress, come ricerca di sé, del senso per superare paure e fobie. Questa Amministrazione non favorisce questa direzione. Non bastano iniziative di singole scuole, per quanto preziose; occorre uno sguardo di insieme e di sistema con parole chiare su temi  quali: identità, integrazione, inclusione, bullismo, intolleranza, cura, accompagnamento, strumenti didattici, compagni di banco, sostegno, creatività, senso di appartenenza e di rispetto, mediazione di conflitti identitari ed intergenerazionali (tra gli alunni immigrati e loro genitori o parenti), abbandono scolastico, solitudine nell’apprendimento ecc..
  • Il Lavoro. Perché  l’Amministrazione Tosi non affronta in un tavolo di discussione e di impegno serio, forte e coerente con i Sindacati e la Direzione Provinciale del Lavoro la scottante questione del lavoro « nero », malpagato e sfruttato da famiglie ed imprese ? Sono molti i lavoratori immigrati morti a Verona per cause di lavoro : romeni, albanesi, marocchini, senegalesi, …
  • La Casa. Che interventi fa l’Amministrazione per i senza-tetto, non solo nei periodi invernali ? La questione casa riguarda o no la sicurezza sociale e il sostegno ai cittadini, anche disoccupati ? Sappiamo della fatica ad onorare il pagamento dei mutui da parte di tutti i cittadini, compresi gli immigrati, lavoratori e lavoratrici. Il Sindaco di tutti non dovrebbe tacere di fronte a questa drammatica questione.
  • La Sicurezza. Il Sindaco pensa di risolvere la questione con demolizioni e  sloggio di immigrati o con il dialogo e la presa di coscienza che lascino da parte la demagogia che caratterizza i suoi toni e quelli dei suoi amici? Mediatori interculturali voluti e formati dal Comune potrebbero facilitare il confronto. Collegate sono le questioni degli affitti (la morosità), degli alimenti (poveri silenziosi recuperano a fine giornata gli avanzi dei mercati o nei cassonetti). Si fa finta che tutto vada bene e che tutti siano benestanti. Le famiglie immigrate numerose o la donna sola con figli e col marito in carcere richiedono attenzioni particolari..
  • La Consulta Comunale sull’Immigrazione : Perché il Sindaco non la vuole ? Anche alcuni suoi consiglieri comunali l’avevano votata. Perché ora stanno zitti? Perché la Commissione V, quando fu illustrato il progetto della Consulta, lo votò con consenso quasi unanime, ritenendo il progetto un prezioso contributo alla vita democratica della città di Verona ?
  • Il Municipio dei Popoli. Cosa pensa l’Amministrazione di questo strumento importante, quasi una finestra aperta e attenta a problematiche che il mondo vive e che ci toccano profondamente ? Verona non vive nel recinto delle sue mure, ma nel mondo.
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