Repubblica o sultanato?

REPUBBLICA O SULTANATO? E’ DA RECUPERARE L`ORGOGLIO DELLA POLITICA

L’Italia è inchiodata in una guerriglia spietata tra parti politiche. Il problema italiano non è Berlusconi o lo scontro tra Berlusconi e Fini, ma un fenomeno più serio: il berlusconismo. Da un trentennio in Italia un sistematico lavoro di devastazione della cultura e dei valori ha quasi cancellato l’identità nazionale, costruita con fatica. Ai partiti si sono sostituiti i “professionisti della politica”, incapaci di rinnovarsi e di rinnovare il Paese, refrattari alla legalità, ambiziosi, senz’anima e senza ideali. Da qui il divorzio fra eletti ed elettori e la crisi di fiducia che investe la politica. Capo del Governo e Ministri, insofferenti delle regole e dei loro custodi, trattano il Parlamento come accidente fastidioso: scambiano la Repubblica per un sultanato. L’Italia vive una crisi senza precedenti: naufragano economica, macchina dello Stato, scuola, sanità e ricerca. Tutto per un falso problema (la “paura” dell’altro perché diverso) fatto nascere ad arte per nascondere i veri mali e il peggiore di essi: l’ignoranza.

Un pensiero di Tocqueville, scritto nel lontano 1840, quanto mai attuale:

“….Può accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un  momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a  qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo”.

L’impero berlusconiano, costruito e sostenuto dalla televisione, rafforza ogni giorno disillusione e superficialità e impedisce la realizzazione di una vera coscienza critica. La casta al potere è avviata a velocità folle sulla strada della dissoluzione dello Stato democratico. Berlusconi è un “condottiero”: con i suoi seguaci, indisponibili a mollare privilegi ottenuti senza meriti, vuole ‘riformare’ la Repubblica per affidare a se stesso lo scettro di amministratore unico dell’Italia spa, una Repubblica aziendale nella quale poter condurre senza impedimenti affari e clientele.

Purtroppo l’opposizione non ha un progetto alternativo e si dilania in scontri interni.

C’è una sola cosa da fare: capire e spiegare all’opinione pubblica quello che sta accadendo.

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