La P2 e la corruzione sono al governo del Paese

La P2 e la corruzione sono al governo del Paese. La Chiesa la denunci.

È il duro appello di mons. Luigi Bettazzi contenuto nell’editoriale di settembre di Mosaico di Pace, mensile promosso da Pax Christi.

Parte dalle notizie delle ultime settimane il vescovo emerito di Ivrea: la cosiddetta P3 – così chiamata “in analogia alla P2” di Licio Gelli – “ sarebbe una Loggia massonica impegnata a manovrare le istituzioni e a organizzare opportunità finanziarie a vantaggio del governo e di personaggi partecipi o comunque amici del governo. Se la democrazia è, come indica l’etimologia, il ‘potere del popolo’, questo non può esercitarsi se non nella trasparenza e oggettività dell’informazione, che permetta ad ogni cittadino di fare le scelte con consapevolezza e libertà e lo garantisca e lo difenda da tutte le manipolazioni e le pressioni. Le organizzazioni segrete, che normalmente vengono sovvenzionate e sostenute da chi gode di potere economico e di opportunità politiche, si manifestano come il cancro della democrazia, e vanno denunciate e osteggiate da chi ha veramente a cuore ‘il potere del popolo’. Quello che preoccupa attualmente è che non solo le finalità del programma della P2 (ad esempio, assoggettamento dell’informazione con l’infiltrazione di giornalisti fidati, sottomissione della magistratura all’esecutivo, divisione dei sindacati per diminuire la loro forza di contrattazione) costituiscono le finalità dell’attuale governo, presieduto e alimentato da antichi membri della P2 (a cominciare dal premier Berlusconi, già iscritto alla Loggia P2 con tessera n. 1816, ndr), ma che questo venga portato avanti come miraggio di libertà e di amore, mentre condiziona e soffoca la libertà e semina sospetti e inimicizie, tanto da creare ripensamenti e resistenze all’interno della stessa maggioranza”. E la Chiesa, talvolta, tace in cambio di favori, invece di ergersi a difesa della democrazia: “Le Chiese, tutte le istituzioni religiose, chiamate ad attuare i grandi messaggi religiosi della fede e dell’amore, sono esposte a subordinarsi a questi poteri occulti o alle loro manifestazioni in cambio di una protezione, che garantisce però a quei poteri l’oscuramento della verità e l’affievolimento delle reazioni soprattutto da parte dei settori più sfruttati e più emarginati, che dovrebbero trovare nelle istituzioni religiose appoggio e speranze”. La denuncia dovrebbe essere forte: “Credo che esse, a cominciare da quelle cristiane per coerenza a Gesù Cristo, annunciatore della verità e difensore dei poveri, dovrebbero denunciare apertamente questo sovvertimento dell’etica e della democrazia, configurando questi poteri occulti nella ‘mamòna’ che Gesù indicava come alternativa a Dio e che, con parola antica, esprime proprio la cupidigia della ricchezza e la sete del potere. In particolare noi cattolici, memori di quanto il Concilio abbia orientato la Chiesa al servizio dell’umanità e di come Papa Benedetto XVI a questo costantemente ci richiami sollecitandoci a non chiuderci in visuali circoscritte, dobbiamo renderci conto che il ‘bene comune’ viene vanificato da questa ricerca subdola ed esasperata dei ‘beni particolari’ di poche persone e di pochi gruppi”.

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