Manovra economica: chi paga? (5)

La manovra economica di classe va oltre :

– Chi evade il fisco continua a evaderlo: le entrate diminuiscono;

– Il governo Berlusconi, nel 2008, abolisce l’ici per la prima casa. “Bene!”, vien da dire. E infatti questa decisione strombazzata ha procurato molti voti a Berlusconi. Peccato che si sia trattato di un ulteriore regalo ai ricchi. Infatti il governo Prodi aveva già tolto l’ici per la prima casa a ‘poveri’ e ceto medio. Berlusconi toglie questa tassa ai ricchi. Risultato: un buco di circa 2,8 miliardi per le casse dei Comuni. Bene per i ricchi e minori servizi e aiuti a chi ha meno.

– Proprietari di case: più sale il valore della casa e della case più aumenta il risparmio fiscale.

* Pagano la manovra sempre gli stessi: giovani, lavoratori dipendenti e persone deboli:

– tra il 2008 e il 2010 è toccato ai lavoratori delle aziende private: in due anni (dati Istat) si contano 470.000 posti di lavoro in meno;

– viene il turno dei precari di Stato: ragazzi assunti da poco, interinali con basse qualifiche, uomini e donne cresciuti a pane e contrattini, gente che ha fatto girare la macchina pubblica del Paese e che adesso non serve più;

la sforbiciata più pesante è ai costi del personale dipendente della pubblica amministrazione. Il blocco degli stipendi fino a tutto il 2012 costerà ai dipendenti pubblici 6,4 miliardi e colpirà in 90 casi su 100 persone con reddito inferiore ai 30.000 euro all’anno.

Dal 2011 la manovra bloccherà il turn over e gli scatti di carriera e imporrà ad ogni ufficio della Repubblica di ridurre del 50% le spese per co.co.co, collaboratori, persone con contratti a termine e affini.

*I precari del pubblico impiego occupati nei settori a rischio sono circa 250.000: la metà sarà sacrificata sull’altare dei conti pubblici.

250.000 sono i precari della scuola, senza lavoro.

Risparmio: due miliardi circa.

Sono preoccupati medici e chirurghi degli ospedali, consulenti di enti pubblici, scienziati e ricercatori, dipendenti di Regioni, Comuni, Ministeri, collaboratori delle aziende fiscali: nei prossimi tre anni si rimpiazza solo il 20% di chi va in pensione.

Istituto di fisica nucleare, Istituto nazionale di geofisica, precari del CNR, Studi sulle cellule staminali, Istituto superiore di sanità (prevenzione e sorveglianza delle malattie infettive),  … : saranno accorpati ad altri enti.

Sono a spasso i lavoratori a tempo di enti considerati inutili: destinati a scomparire o a essere accorpati ad altri.

Dei 60.000 lavoratori a tempo determinato dei nosocomi italiani, le ASL potranno assumere il 50% di chi va in pensione.

In Regioni e Comuni i precari licenziati (addetti a pulizie, ambiente, trasporti pubblici) sono circa 30.000.

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